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domenica 11 aprile 2021

Distacco - Massimo Scaligero

Ogni volta che mi arrabbio ho torto, anche se il torto è frutto di quelli che mi fanno arrabbiare.
Ma ho torto io! E guardate che quell’arrabbiatura, non parlo dell’arrabbiatura col pugno sul tavolo perché quella è superatissima, ma dell’irritazione che pur rimanendo calmi e sorridenti, sentiamo dentro di noi: quella è la stessa cosa che arrabbiarsi.
Perché ho torto io?
Ho torto perché quella arrabbiatura riguarda me.
Il torto che mi fa quell’essere riguarda me: per l’ennesima volta io vengo messo alla prova perché io debbo attingere ad una forza di conoscenza dell’altro che viene mosso da molle di cui non si rende conto. L’altro è mosso dal Karma, l’altro è mosso da forze che lo dominano, egli mi sta facendo del male perché soffre, sta subendo qualcosa che è più forte di lui.
Egli non lo sa, mentre io lo so, e se io riesco a mantenere l’assoluto distacco, se riesco ad avere compassione di lui, l’arrabbiatura è vinta perché egli non può più farmi del male.
Ed io divento invulnerabile, è una legge magica, questa.

Massimo Scaligero

 

 https://liberopensare.com/distacco-massimo-scaligero/

 

domenica 5 novembre 2017

Paura e Volontà - Massimo Scaligero

La paura è l'opposto della volontà: la volontà inversa.
Estirpare la paura significa recuperare la volontà vera.
La paura è il niente che va annientato.
Nessuna paura.
Non c'è da temere nulla, perché di continuo nell'anima è presente la forza che distrugge la paura.
Questa forza fluisce dall'Io.
Nell'Io di ciascuno parla il Divino.
Il volere puro è in realtà una corrente divina: il più alto coraggio, la più pura vitalità del sentire.


Massimo Scaligero




La Paura Massimo Scaligero

https://www.liberopensare.com/component/k2/689-la-paura-massimo-scaligero

giovedì 19 ottobre 2017

Il problema del centro vitale delle forze - Scaligero

Si verifica spesso, oggi, tra noi che circolino molti che, proprio perché squilibrati, o sul punto di perdere l’equilibrio, o depressi, o decentrati, o esaltati, si dedicano all’Esoterismo. Vi sono tuttavia altri, normali o intellettualmente dotati, che però con leggerezza inspiegabile in individui che presumono di pensare, si dedicano a esercizi yoghici o a tecniche similari, senza veramente afferrare il senso di ciò che fanno, ossia che cosa tali pratiche valgano gnoseologicamente e significhino in rapporto alla propria costituzione interiore.
La loro è una rinuncia all’autocoscienza che li caratterizza come Occidentali, e che per essi dovrebbe essere l’unico punto di partenza per qualsiasi impresa ascetica.
L’ascesi per un Occidentale non può non essere fondata sulla conoscenza del processo stesso della sua autocoscienza, ossia di ciò per cui egli è un determinato tipo interiore capace tra l’altro di rielaborare criticamente la Tradizione. L’Occidentale non dovrebbe dimenticare di avere la testa: la quale non può essere saltata per una estrosa presa di contatto con hara o con kundalini.
Egli può giungere a hara o a kundalini, ma a condizione di controllare l’ordine di forze che si mette in moto in lui quando giunge a intuire tali temi, perché in tale intuire già la forza di hara o di kundalini affiora.
E questa è la via dell’Occidentale.


M.Scaligero