Visualizzazione post con etichetta kundabuffer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta kundabuffer. Mostra tutti i post

mercoledì 4 ottobre 2017

su Gurdjieff - Andrea Colamedici, Maura Gancitano

Gurdjieff apparve per la prima volta in Russia alla vigilia della Rivoluzione. Inizialmente si presentò come un bizzarro personaggio, mistico e dotato di poteri paranormali, regista di balletti particolarissimi, ma ben presto si dedicò alla trasmissione -- rapsodica, molto pratica e difficile da sistematizzare -- delle proprie idee sull’essere umano, in particolare ad aristocratici e intellettuali. Gurdjieff mostrò, prima ai russi, poi ai francesi, agli inglesi e agli statunitensi, un modo di pensare totalmente diverso, in grado di mandare in tilt il centro formatorio, cioè un sistema meccanico di pensiero, frutto dell’apparato sociale e culturale occidentale.
Raccontava ai propri seguaci il modo disfunzionale in cui pensavano e si comportavano, e mise in atto una serie di giochi, scherzi e tecniche per fare in modo che potessero recuperare la libertà.

[..] G. non aveva attinto il suo insegnamento dai libri, o fabbricato il suo sistema partendo da elementi raccolti nel corso dei suoi viaggi; né era un pensatore o un filosofo ispirato come Rudolf Steiner; si tratta dunque di un insegnamento fino ad allora ignoto in Occidente.
Secondo un’autorità in materia, René Alleau, «in quella guerra occulta che precedette il primo conflitto mondiale, in cui i servizi segreti e la polizia politica ebbero un ruolo capitale, Tifiis e Mosca costituirono dei punti nevralgici ove la rivalità delle sette aveva libero corso. Fu in quegli ambienti martinisti e pitagorici, e non in Tibet né nei monasteri orientali che G. ricevette una formazione iniziatica. [..] A causa del carattere iniziatico del suo insegnamento, fino al 1924 G. vietava assolutamente ai suoi discepoli di prendere appunti scritti sulle sue chiacchierate e sulle sue lezioni, cosicché oggi è difficile giudicarne il vero contenuto leggendo le opere tardive e postume del maestro o le sole opere di Ouspensky.

[..] Sebbene Gurdjieff sia stato un personaggio controverso, ciò che fa davvero impressione è quel che è accaduto dopo la sua morte, provocato da chi ha lavorato nel suo nome senza possedere le sue conoscenze.


Andrea Colamedici, Maura Gancitano, Tu non sei Dio, pp 53-56

martedì 12 settembre 2017

Amor proprio - Gurdjieff

Ansi: Ho notato che prima le emozioni negative emergevano soprattutto nelle relazioni con le persone. Ero violento e spiacevole quando dicevo qualcosa alle persone. Per un po’ ho cercato di combattere contro questo. Ma cado nell’indifferenza e non so come cambiare stato.

Gurdjieff": Non è necessario che cambi, va benissimo così. Sta avvenendo in lei una rivalutazione dei valori. Prima si interessava di cose di poco valore e quello che non era interessante per lei non aveva valore. Ora ciò che ha valore è ciò che prima non era interessante. La ragione è questa.

Ansi: Ma voglio cambiare.

Gurdjieff: Perché? Il suo stato è già cambiato. Prima non si rendeva conto di essere interessato a cose senza valore. Ora si. Il suo stato è cambiato.

Ansi: Ma se qualcosa mi ferisce, invece di arrabbiarmi o sentirmi offeso, sono indifferente.

Gurdjieff: Normale. È limitato, ma è normale. Prima aveva il suo amor proprio, che è una cosa di poco valore, una cosa ordinaria, ora l’ha capito. Ora si rende conto che è una cosa stupida, una nullità, un escremento, prima non lo sapeva. Oggi lo sa, per questo non si arrabbia. Riesce a vedere le manifestazioni dell’escremento. Se è così sono molto soddisfatto. Senza volerlo, senza saperlo, lei è andato oggettivamente avanti, avanti meccanicamente. Presto potrà essere un nostro compagno degno di stima.


G.I.Gurdjieff - Incontri con Gurdjieff - 1941-1943, pp 65-66

sabato 6 maggio 2017

Kundabuffer e Kundalini - Gurdjieff

«Ovviamente nessuna verità insegnata dal Santo Buddha si è trasmessa fino ai nostri giorni.
Eppure... sì: la metà d'una parola di cui egli si è servito è giunta fino agli esseri attuali di quell'incomparabile pianeta.
La mezza parola è giunta loro in questo modo.
Il Santo Buddha, fra le altre cose, aveva spiegato agli esseri di Perlania come e in quale parte del corpo era stato innestato presso i loro antenati il famoso organo kundabuffer.
Disse loro che l'Angelo Luisos aveva fatto crescere in un certo modo quell'organo all'estremità inferiore del cervello che la Natura ha sistemato, in loro come in noi, lungo tutta la schiena nella "colonna vertebrale".
Il Santo Buddha disse loro:
"Per quanto le proprietà di quest'organo siano state interamente distrutte nei vostri antenati, il suo supporto materiale, situato all'estremità di quel cervello, è rimasto; e trasmettendosi di generazione in generazione, si trova ancor oggi in voi.
Tuttavia questo supporto materiale non ha più in voi alcun significato, e se la vostra esistenza trascorre in modo degno di esseri tricentrici potrà con l'andar del tempo essere completamente distrutto".
E proprio quando essi cominciarono a escogitare e inventare varie forme della loro famosa "sofferenza", si misero anche a fare i loro soliti "trucchi" con questa parola nel modo seguente.
La radice della seconda metà della parola coincideva per caso con quel che nella lingua del tempo significava "riflesso". E giacché avevano immaginato anche un modo rapido per distruggere il supporto materiale - senza affatto tener conto del tempo, come invece aveva consigliato il Santo Buddha - si misero a "fare sofismi" su quel nome e svilupparono, con l'aiuto della loro contorta ragione, la seguente argomentazione: "Quando quest'organo funzionava ancora, il suo nome comprendeva la radice della parola 'riflesso'. Ma dal momento che ne distruggiamo anche la base materiale, quel nome adesso deve contenere la radice di 'antico'". Ora, nella lingua del tempo "antico" si diceva "lana"; perciò, invece della parola "kundabuffer" si veniva ad avere la parola "kundalina".
In questo modo la metà della parola kundabuffer fu conservata, e di generazione in generazione pervenne infine ai tuoi beniamini attuali, accompagnata beninteso da mille svariati commenti.
I "sapienti" attuali danno anche un nome a questa parte del midollo spinale, a partire da complicate parole latine.
Oggi tutta la pretesa "filosofia indù" è basata a sua volta sulla famosa "kundalina", ed esistono su questa parola migliaia di "scienze" occulte, segrete o rivelate, che non spiegano proprio niente.
Ma che significato diano i sapienti terrestri attuali che coltivano le cosiddette "scienze esatte" a quella parte del midollo spinale, questo, caro figliolo, è un gran mistero.
Ed è diventato un mistero perché molti secoli fa questa spiegazione scientifica aderì tutt'a un tratto, senza ombra d'un motivo, al bellissimo neo che la famosa Sheherazade, insuperabile danzatrice araba, aveva per caso appena a destra del suo delizioso ombelico.
E la "spiegazione scientifica" è rimasta lì fino ad oggi in tutta la sua integrità...


G. I. Gurdjieff - I racconti di Belzebù a suo nipote, pp 202-204

 

 

Sofferenza Volontaria - Gurdjieff

Un giorno, nella cerchia dei suoi più stretti iniziati, il Santo Buddha parlò in termini precisi d'un mezzo con cui essi avrebbero potuto distruggere nella propria natura le conseguenze delle proprietà dell'organo kundabuffer trasmessesi per eredità.
Disse fra l'altro: "Uno dei mezzi migliori per rendere inoffensive le predisposizioni dovute alla cristallizzazione delle conseguenze delle proprietà dell'organo kundabuffer nelle vostre nature è la 'sofferenza volontaria'; e la più grande 'sofferenza volontaria' che noi possiamo suscitare nelle nostre presenze è quella di costringerci a sopportare le sgradevoli manifestazioni altrui nei nostri confronti".
Questa spiegazione del Santo Buddha venne diffusa tra gli esseri ordinari, insieme con altri precetti, dai suoi più stretti iniziati, e quando questi ultimi ebbero subito il sacro processo del "raskuarno" continuò a trasmettersi di generazione in generazione.
Come già ti ho detto, figliolo dopo il disastro di Atlantide una particolarità detta "bisogno organo-psichico di cercare mezzogiorno alle tre" s'era fissata nello psichismo di quegli esseri tricentrici. E sotto l'influsso di questa particolarità gli esseri della seconda e della terza generazione successiva ai contemporanei del Santo Buddha si misero a loro volta, per sventura di tutti gli esseri terrestri tricerebrali presenti e futuri, a cercare sempre più tenacemente "mezzogiorno alle tre"riguardo al consiglio del Santo Buddha, formandosene infine una particolare concezione, che si trasmise a sua volta alle generazioni successive, secondo cui la "sopportazione" doveva assolutamente praticarsi nella più completa solitudine.
[..]

 «Ebbene, figliolo, dal momento in cui si sparse laggiù questa specifica concezione, alcuni tuoi beniamini abbandonarono deliberatamente le condizioni già stabilite d'esistenza esserica ordinaria a causa delle quali si era rinforzata la predisposizione a cristallizzare nelle loro presenze le conseguenze delle proprietà dell'organo kundabuffer.
E tuttavia, come presumeva il Divino Maestro Buddha, queste condizioni erano le sole in cui la "sopportazione" delle sgradevoli manifestazioni altrui potesse cristallizzare nella loro presenza le realizzazioni volontarie dette "partk-dolg-doveri esserici", che sono necessarie in generale a tutti gli esseri tricentrici e senza le quali non è possibile alcun "perfezionamento di sé".
Così per sopportare la loro famosa "sofferenza", numerosi esseri tricerebrali del tuo pianeta, sia isolatamente sia in gruppi, vale a dire con quelli che la pensavano come loro, si ritirarono dalla società dei loro simili.
Fondarono persino a questo scopo alcune speciali colonie organizzate sulla base di un'esistenza in comune, ma nelle quali tutto era stato previsto in modo tale da permetter loro di acquisire la "sopportazione" in solitudine.
Comparvero così per la prima volta i loro famosi "monasteri , di cui alcuni esistono ancora ai nostri giorni, dove i tuoi beniamini vanno, come dicono, a "salvarsi l'anima".


G. I. Gurdjieff - I racconti di Belzebù a suo nipote, pp 196-198

sabato 29 aprile 2017

il Santo Buddha - Gurdjieff

«Il Santo Buddha sviluppò in seguito in modo più preciso la sua idea, ma solo davanti ad alcuni esseri di laggiù che aveva lui stesso iniziati.
Questa volta si espresse nel modo seguente:
"O esseri la cui presenza è fatta per realizzare la Speranza del Nostro Padre Comune!
Fin quasi dalla prima comparsa della vostra specie si èinopinatamente prodotta, nel processo d'esistenza normale di tutto questo sistema solare, una catastrofe che ha avuto gravi conseguenze per tutto ciò che esiste.
Per rimediare a questo disastro universale era necessario, secondo le deduzioni di alcuni Altissimi e Santissimi Individui, che venisse apportata una modifica nel funzionamento della presenza generale dei vostri antenati: fu dunque impiantato in loro un certo organo dotato di proprietà particolari, sotto la cui azione qualsiasi cosa esterna percepita dalla loro intera presenza e trasformata per il loro rivestimento si manifestava in modo non conforme alla realtà.
Un po' più tardi non appena l'esistenza normale di questo sistema solare si fu stabilizzata e diverse misure eccezionali prese intenzionalmente non furono più indispensabili, il Nostro Misericordiosissimo Padre Comune dette ordine di annullare le misure artificiali e di sopprimere fra l'altro dalla presenza dei vostri antenati l'organo 'kundabuffer', ormai inutile, con tutte le sue proprietà specifiche: ciò che fu senza indugio eseguito dagli Individui sacri qualificati che controllano questo tipo di realizzazioni cosmiche.
Molto tempo dopo, ci si accorse improvvisamente che questi Santissimi Individui, nonostante avessero effettivamente soppresso dalla presenza dei vostri antenati tutte le proprietà del famoso organo, non avevano né previsto né distrutto il risultato cosmico che legittimamente derivava da queste proprietà, che esiste ancora sotto il nome di 'predisposizione' e sorge in ogni presenza cosmica più o meno indipendente in seguito all'azione ripetuta di una funzione, qualunque essa sia.
Data questa 'predisposizione', che si è trasmessa per eredità alle generazioni seguenti, si cristallizzarono a poco a poco nelle loro presenze le conseguenze di numerose proprietà dell'organo kundabuffer.

«"Appena questo deplorevole fatto fu osservato per la prima volta nella presenza degli esseri tricerebrali che popolano il pianeta Terra, un Individuo sacro qualificato si manifestò in mezzo a voi, col consenso pieno di misericordia del Nostro Padre Comune, affinché avendo rivestito la presenza d'un essere terrestre tricentrico ed essendosi perfezionato in Ragione oggettiva nelle condizioni già stabilite sulla Terra, potesse spiegarvi la via e mostrarvi come sradicare dalla vostra presenza le conseguenze già cristallizzate delle proprietà dell'organo kundabuffer, ed anche questa 'predisposizione' ereditaria a nuove cristallizzazioni.
Durante il periodo in cui, rivestito d'una presenza come la vostra e raggiunta l'età responsabile d'un essere terrestre tricentrico, quest'Individuo sacro diresse personalmente il processo d'esistenza esserica ordinaria dei vostri antenati, molti di loro in effetti si liberarono totalmente dalle conseguenze delle proprietà dell'organo kundabuffer e per questo fatto acquisirono l'Essere per se stessi, cioè divennero sorgenti normali per l'avvento di presenze normali di futuri esseri simili a loro.
Ma le numerose condizioni anormali d'esistenza ordinaria che avete create, e poi solidamente radicate, avevano già ridotto in maniera eccessiva la durata della vostra esistenza prima dell'apparizione di quest'Individuo sacro, sicché costui dovette ben presto subire il ' raskuarno sacro', cioè dovette, proprio come voi, morire prematuramente senza aver avuto il tempo di portare a termine il compito che gli era stato affidato. Dopo la sua morte tutto poco a poco ritornò come prima, sia per le condizioni anormali d'esistenza ordinaria, sia per la funesta particolarità del vostro psichismo che vien chiamata 'cercare mezzogiorno alle tre'.
Siccome il vostro psichismo possiede questa particolarità, tutto ciò che quell'Individuo sacro, inviato dall'Alto, aveva spiegato e indicato ai suoi contemporanei cominciò fin dalla seconda generazione a subire svariate modifiche, e fu infine distrutto per sempre.
Più e più volte la stessa cosa venne tentata da Santissimi eGrandissimi Risultati cosmici definitivi - e ogni volta con gli stessi inutili risultati.
Orbene l'esistenza anormale degli esseri del vostro pianeta, e soprattutto degli esseri che popolano la parte della Terra che porta il nome di Perlania, aveva cominciato a intralciare seriamente l'esistenza armonica normale di tutto questo sistema solare, cosicché la mia Essenza si è manifestata dall'Alto in mezzo a voi al fine di cercare sul posto, in accordo con le vostre essenze, una via che permetta di sradicare dalle vostre presenze, nelle condizioni qui già fissate, le conseguenze dovute all'imprevidenza di alcuni Santissimi Risultati cosmici definitivi".

«Nei colloqui ch'ebbe in seguito con loro, il Santo Buddha innanzi tutto chiarì a se stesso, poi si mise a spiegare, come doveva esser condotto il processo dell'esistenza, e in che ordine la loro parte positiva dovesse dirigere consciamente le manifestazioni delle parti inconsce per far scomparire a poco a poco dalla loro presenza generale le conseguenze già cristallizzate delle proprietà dell'organo kundabuffer, e anche la "predisposizione ereditaria".
Le mie approfondite ricerche mi mostrarono inoltre che nel periodo in cui il Santo Buddha, vero inviato dall'Alto, diresse lo psichismo interiore degli esseri di quella parte della superficie della Terra, le conseguenze per loro funestissime cominciarono davvero a scomparire gradualmente dalla presenza dei più.
Ma con gran rammarico d’ogni Individuo che possieda una pura Ragione di qualunque livello e per sventura degli esseri tricerebrali di tutte le generazioni successive, i primi discendenti dei contemporanei del Santo Buddha, vero Inviato dall'Alto, furono vittime ancora una volta di quella stessa particolarità del loro psichismo, generata dalle condizioni d'esistenza ordinaria anormalmente stabilite, e cioè si misero anch'essi a "cercare mezzogiorno alle tre" in relazione a tutti i consigli e tutte le indicazioni ricevuti, e questa volta lo fecero con tanto zelo che null'altro pervenne agli esseri della terza e della quarta generazione se non quello che il nostro venerabile Mullah Nassr Eddin avrebbe definito con queste parole:
“Qualche piccola informazione sul suo odore caratteristico”.
A poco a poco i suoi consigli e i suoi precetti si snaturarono a tal punto che se il loro santo autore in persona fosse improvvisamente ritornato e avesse voluto prenderne conoscenza, non avrebbe potuto nemmeno sospettare che fossero quelli dati da lui.

«Non posso fare a meno di esprimere a questo punto il rammarico della mia essenza per un singolare atteggiamento dei tuoi beniamini, che nel corso dei secoli ha assunto il valore di legge nel processo della loro esistenza ordinaria.
Questo singolare atteggiamento, fissatosi laggiù da molto tempo, servì a snaturare tutte le vere indicazioni e i consigli precisi del Santo Buddha affrettando così la liquefazione del loro psichismo.
Per via di questa disposizione, la più piccola causa, diciamo anche la più insignificante, basta ad alterare, anzi a distruggere completamente qualsiasi ritmo d'esistenza ordinaria esteriore o interiore, che sia "buono" nel senso oggettivo del termine.
Alcuni dettagli sulla comparsa di quest'atteggiamento che servì a snaturare le vere indicazioni e i consigli precisi di quel vero Inviato dall'Alto, il Santo Buddha, possono darti gli elementi necessari a sentire e a comprendere meglio la stranezza dello psichismo degli esseri tricerebrali che t'interessano: te ne parlerò quindi a lungo e ti dirò in che ordine si siano susseguite le manifestazioni che dettero origine ad alcuni malintesi tristissimi, particolarmente evidenti ancora ai nostri giorni.
Ti dirò anzitutto che chiarii questo malinteso molto tempo dopo il periodo di cui ti sto parlando: fui cioè in grado di spiegarmelo con precisione solo durante la mia sesta discesa laggiù, quando ebbi la necessità di indagare, per via d'una questione che riguardava il Santo Ashyata Sheyimash di cui presto ti parlerò, sull'attività del venerabile Inviato dall'Alto Santo Buddha.
La fonte di quell'increscioso malinteso va purtroppo cercata in alcune autentiche parole pronunciate dal Santo Buddha nel corso d'uno dei suoi colloqui.
Un giorno, nella cerchia dei suoi più stretti iniziati, il Santo Buddha parlò in termini precisi d'un mezzo con cui essi avrebbero potuto distruggere nella propria natura le conseguenze delle proprietà dell'organo kundabuffer trasmessesi per eredità.
Disse fra l'altro: "Uno dei mezzi migliori per rendere inoffensive le predisposizioni dovute alla cristallizzazione delle conseguenze delle proprietà dell'organo kundabuffer nelle vostre nature è la 'sofferenza volontaria'; e la più grande 'sofferenza volontaria' che noi possiamo suscitare nelle nostre presenze è quella di costringerci a sopportare le sgradevoli manifestazioni altrui nei nostri confronti".
Questa spiegazione del Santo Buddha venne diffusa tra gli esseri ordinari, insieme con altri precetti, dai suoi più stretti iniziati, e quando questi ultimi ebbero subito il sacro processo del "raskuarno" continuò a trasmettersi di generazione in generazione.
Come già ti ho detto, figliolo dopo il disastro di Atlantide una particolarità detta "bisogno organo-psichico di cercare mezzogiorno alle tre" s'era fissata nello psichismo di quegli esseri tricentrici. E sotto l'influsso di questa particolarità gli esseri della seconda e della terza generazione successiva ai contemporanei del Santo Buddha si misero a loro volta, per sventura di tutti gli esseri terrestri tricerebrali presenti e futuri, a cercare sempre più tenacemente "mezzogiorno alle tre"riguardo al consiglio del Santo Buddha, formandosene infine una particolare concezione, che si trasmise a sua volta alle generazioni successive, secondo cui la "sopportazione" doveva assolutamente praticarsi nella più completa solitudine.
E qui la stranezza dello psichismo dei tuoi beniamini, come ancora accade oggigiorno, si manifestò nella loro incomprensione del fatto, evidente per qualsiasi ragione più o meno sana, che nel consigliar loro di acquisire questa particolare sopportazione il Divino Maestro Santo Buddha raccomandava al contrario di vivere proprio a contatto col prossimo, affinché il frequente ripetersi di questa santa realizzazione esserica di fronte alle spiacevoli manifestazioni altrui provocasse in loro quel che vien chiamato "trentrudiano" o, come avrebbero detto essi stessi, il "risultato fisico-chimico" che genera nella presenza d'ogni essere tricentrico i dati necessari all'apparizione di una delle tre forze sante del Triamazikamno esserico sacro, quella "forza santa", cioè, che nell'essere diventa sempre affermativa in rapporto all'insieme delle proprietà negative già presenti.



G. I. Gurdjieff - I racconti di Belzebù a suo nipote, pp 193 - 197

mercoledì 5 aprile 2017

Organo kundabuffer - Gurdjieff

[..] Tieni presente che a quei tempi si era già progressivamente costituito in quegli esseri, così come si addice a qualsiasi altro essere tricerebrale, il cosiddetto "istinto meccanico".
Dunque, i sacri membri dell'Altissima Commissione ritennero che se l'“istinto meccanico” avesse continuato a perfezionarsi negli esseri bipedi tricerebrali di laggiù col risultato di far loro acquisire una Ragione oggettiva, come sempre e dovunque accade, forse essi avrebbero compreso prematuramente la causa reale della loro presenza al mondo – che è di mantenere, per mezzo della loro esistenza, i frammenti staccati del pianeta – e avrebbero quindi provocato gravissime sciagure poiché, convincendosi d'essere schiavi di circostanze a loro totalmente estranee, si sarebbero forse rifiutati di continuare a vivere ed avrebbero cominciato a distruggersi per principio.

«Così, figliolo, l'Altissima Commissione decise di innestare laggiù a titolo provvisorio nella presenza generale di ogni essere tricerebrale un certo organo, per la cui proprietà d'allora in poi essi avrebbero percepito la realtà "alla rovescia"; e inoltre qualsiasi impressione d'origine esterna ripetuta avrebbe cristallizzato in loro i dati necessari all'apparizione dei fattori destinati a provocare la sensazione di "piacere" e di "soddisfazione".
E così, con l'aiuto dell'Arci-Chimico-Fisico-Universale Angelo-in-Capo Luisos, membro a sua volta della Commissione, quegli altissimi Individui Cosmici fecero in modo che negli esseri tricerebrali di laggiù crescesse, alla radice della coda - a quei tempi infatti ne possedevano una, che era parte della loro presenza generale d'aspetto ancora normale ed esprimeva la "pienezza del loro significato esserico intrinseco" - una "cosa" che avrebbe favorito la comparsa delle suddette proprietà.
E per la prima volta diedero a questa cosa il nome di "organo kundabuffer".

[..] «Ebbene, figliolo, per comprendere i risultati conseguenti alle proprietà dell'organo inventato e realizzato dall'incomparabile Angelo Luisos - sia benedetto il suo nome, nei secoli dei secoli - dovresti conoscere a fondo le varie manifestazioni esibite dagli esseri tricerebrali di quel pianeta, sia nel periodo in cui possedevano l'organo kundabuffer, sia dopo la sua distruzione; infatti, se è vero che le sbalorditive proprietà di quest'organo scomparvero come tali insieme con la sua rimozione, è anche vero che, per diverse ragioni, le conseguenze delle sue proprietà avevano già cominciato a cristallizzarsi nella loro presenza.
Ma di queste cose ti parlerò un'altra volta.
Per il momento, sappi che dopo tre anni, secondo un calcolo oggettivo del tempo, l'Altissima Commissione scese sulla Terra una terza volta, in questo caso sotto la direzione del Grande Arci-Serafino Sevotephtra, perché a quell'epoca il Grande Arci-Arcangelo Sakaki si era già reso degno di diventare l'Individuo Divino ch'egli è oggi, cioè uno dei Sostegni dei Quattro Quarti dell'Universo.
Alla terza discesa, i sacri membri dell'Altissima Commissione stabilirono, dopo minuziose indagini, che le misure prese non erano più necessarie a mantenere l'esistenza dei frammenti distaccati, e quindi, fra l'altro, soppressero negli esseri tricerebrali di laggiù, sempre con l'aiuto dell'Arci-Chimico- Fisico-Universale Angelo Luisos, l'organo kundabuffer e tutte le sue strabilianti proprietà.

[..] Un'osservazione più attenta rivelava però che il numero degli esseri tricerebrali era in aumento; ma si poteva anche notare che di tanto in tanto costoro si abbandonavano a manifestazioni del tutto singolari e ignote agli esseri tricerebrali degli altri pianeti: e cioè all'improvviso, senz'alcun motivo plausibile, cominciavano a distruggersi l'un l'altro.


G. I. Gurdjieff - I racconti di Belzebù a suo nipote, pp 79-82

 

 

venerdì 31 marzo 2017

Vedono solo l'irreale - Gurdjieff

È interessante notare a questo proposito che gli esseri del continente Atlantide, un continente in seguito scomparso, conoscevano ancora il secondo frammento del loro pianeta e anch'essi lo chiamavano "Anulios".
Ma gli esseri degli ultimi periodi d’esistenza di questo continente, nella presenza dei quali si erano già cristallizzati e integrati gli effetti delle conseguenze delle proprietà dell'organo kundabuffer, lo chiamavano "Kimespai", cioè letteralmente "che-non-lascia-dormire".
Gli attuali esseri tricerebrali di quest'originale pianeta ignorano quell'antico frammento perché la sua relativa piccolezza e la sua distanza dalla Terra lo rendono inaccessibile alla loro vista, e perché nessuna "nonna" ha raccontato loro che nel buon tempo antico quel piccolo "satellite" del pianeta era ben conosciuto.
E quei pochi che, attraverso un giocattolo eccellente ma assai puerile chiamato "telescopio", per caso lo intravedono, non gli prestano la minima attenzione e lo scambiano semplicemente per un grande "aerolito".
D'altra parte è probabile che gli esseri attuali non lo vedano mai più, poiché alla loro natura è diventata inerente la proprietà di vedere soltanto l'irreale.
Rendiamo loro questa giustizia: negli ultimi secoli si son meccanizzati talmente "ad arte" da non veder più nulla di reale.


G. I. Gurdjieff - I racconti di Belzebù a suo nipote, p 77