Mi addormentai e sognai di camminare lungo la strada, leggendo i capitoli della Filocalia scritti da Antonio il Grande. All'improvviso il mio starec mi raggiunse e disse: «Non leggere queste pagine, ma queste altre!». E mi indicò, nel capitolo 35 di Giovanni Carpazio, le seguenti parole: «A volte il maestro è disonorato e tentato a causa dei suoi discepoli spirituali». Mi indicò anche le parole del capitolo 41 che dicono: «Proprio quelli che con più ardore si dedicano alla preghiera sono sottoposti a prove terribili e crudeli». Poi lo starec mi esortò: «Sii saldo nello spirito e non avvilirti! Ricorda quel che ha detto l’Apostolo: Lo spirito di Dio che è in voi è più forte dello spirito diabolico che sta nel mondo. Adesso tu sai per esperienza diretta che nessuna prova supera le forze dell’uomo e che ...insieme con la tentazione Dio darà anche la forza per poterla superare.
Racconti di un pellegrino russo, p 147
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mercoledì 4 luglio 2018
e io ne fossi stato soltanto spettatore - Pellegrino Russo
Ripresi allora il mio cammino, ringraziando Dio per avermi concesso di soffrire a causa del suo Nome. Questo mi confortò, infiammando ancor più l’incessante preghiera del i cuore. Tutti questi avvenimenti non mi avevano affatto amareggiato; era come se fossero capitati a qualcun altro e io ne fossi stato soltanto spettatore. Persino le frustate avevo avuto la forza di sopportare! La preghiera riempiva di gioia il mio cuore e mi rendeva insensibile a tutto il resto.
Racconti di un pellegrino russo, p 146
Racconti di un pellegrino russo, p 146
Quando l’anima si santifica, lo stesso avviene anche del corpo - Pellegrino Russo
— Voi non avete un'istruzione superiore, tuttavia certamente avrete studiato da bambino la Storia Sacra dell'Antico e del Nuovo Testamento pubblicata in forma breve, con domande e risposte, ad uso delle scuole. Ricorderete che quando Adamo, il primo uomo, viveva ancora nella condizione di santa innocenza, tutti gli animali e le fiere gli obbedivano, si avvicinavano a lui con timore e ne ricevevano un nome. Lo starec cui apparteneva questo rosario era un santo. Ebbene, che cos'è la santità se non il ristabilimento, per mezzo di imprese ascetiche, della condizione di innocenza del primo uomo nell’uomo peccatore? Quando l’anima si santifica, lo stesso avviene anche del corpo. Questo rosario è stato a lungo tra le mani di un santo; di conseguenza, grazie al contatto delle mani e al sudore, si è impregnato di una forza santa, la forza della condizione di innocenza del primo uomo. Ecco il mistero della natura spirituale. Gli animali sentono ancora oggi coi loro sensi questa forza, la sentono con l’olfatto, poiché il naso è per gli animali e le fiere l’organo sensoriale più importante. Ecco il mistero della natura sensibile...
Racconti di un pellegrino russo, p 138
Racconti di un pellegrino russo, p 138
sorveglianza della mente e purezza del cuore - Pellegrino Russo
All’udire queste cose, provavo compassione per lui e pensavo tra me: «Dicono che solo le persone istruite e intelligenti diventino liberi pensatori e non credano in niente. E invece, guarda che idee da miscredenti si fanno venire in mente anche i semplici contadini, nostri fratelli! È evidente che il mondo delle tenebre può aver accesso a tutti, e anzi sulla gente semplice forse fa presa anche più facilmente. Occorre, per quanto possibile, divenire saggi e fortificarsi con la Parola divina contro il Nemico dell’anima!». E così, cercando di aiutare secondo le mie forze questo fratello e sostenerlo nella fede, estrassi dalla bisaccia la Filocalia, cercai il capitolo 109 del beato Esichio, glielo lessi e cominciai a spiegargli che astenersi dal peccato soltanto per timore dei tormenti è cosa vana e infruttuosa; l’anima, infatti, può liberarsi dai peccati commessi per molti anni solo attraverso la sorveglianza della mente e la purezza del cuore. E aggiunsi:
— Tutto questo si ottiene con la preghiera interiore, e non solo per timore dei tormenti infernali. E se qualcuno compie opere salvifiche solo per desiderio del Regno dei cieli, persino questo i santi Padri considerano opera da mercenario. Essi dicono che il timore dei tormenti è la via dello schiavo, mentre il desiderio di una ricompensa nel Regno è la via del mercenario. Dio vuole invece che noi andiamo a lui come figli, cioè per amore e riconoscenza; Dio vuole che ci comportiamo onestamente e ci dilettiamo dell’unione salvifica con lui nell'anima e nel cuore. Per quanto tu voglia mortificarti, per quanto grandi siano le fatiche e le privazioni alle quali ti sottometti, se non avrai sempre Dio nella mente e l’incessante Preghiera di Gesù nel cuore, non sarai mai libero da questi pensieri maligni e il peccato ti insidierà in ogni circostanza. Poniti subito, fratello, a recitare incessantemente la Preghiera di Gesù. Ti sarà facile in questa solitudine e ne avrai presto giovamento: non sarai più assalito da pensieri empi, ti si riveleranno la fede e l’amore per Gesù Cristo, saprai come risorgeranno i morti e il Giudizio universale ti apparirà nella sua vera natura. E sentirai nel cuore una tale gioia e benessere dalla preghiera che adesso non puoi neppure immaginare, e nella tua vita tutta protesa alla salvezza non conoscerai più noia né turbamento.
Racconti di un pellegrino russo, pp 130-131
— Tutto questo si ottiene con la preghiera interiore, e non solo per timore dei tormenti infernali. E se qualcuno compie opere salvifiche solo per desiderio del Regno dei cieli, persino questo i santi Padri considerano opera da mercenario. Essi dicono che il timore dei tormenti è la via dello schiavo, mentre il desiderio di una ricompensa nel Regno è la via del mercenario. Dio vuole invece che noi andiamo a lui come figli, cioè per amore e riconoscenza; Dio vuole che ci comportiamo onestamente e ci dilettiamo dell’unione salvifica con lui nell'anima e nel cuore. Per quanto tu voglia mortificarti, per quanto grandi siano le fatiche e le privazioni alle quali ti sottometti, se non avrai sempre Dio nella mente e l’incessante Preghiera di Gesù nel cuore, non sarai mai libero da questi pensieri maligni e il peccato ti insidierà in ogni circostanza. Poniti subito, fratello, a recitare incessantemente la Preghiera di Gesù. Ti sarà facile in questa solitudine e ne avrai presto giovamento: non sarai più assalito da pensieri empi, ti si riveleranno la fede e l’amore per Gesù Cristo, saprai come risorgeranno i morti e il Giudizio universale ti apparirà nella sua vera natura. E sentirai nel cuore una tale gioia e benessere dalla preghiera che adesso non puoi neppure immaginare, e nella tua vita tutta protesa alla salvezza non conoscerai più noia né turbamento.
Racconti di un pellegrino russo, pp 130-131
Sono divenuto una specie di folle - Pellegrino Russo
Così fino ad oggi sono sempre in cammino e ripeto incessantemente la Preghiera di Gesù, la cosa più preziosa e dolce che esista per me al mondo. A volte percorro in un solo giorno settanta e più verste senza neppure accorgermi di camminare, tutto concentrato sulla mia preghiera. Quando soffro per il freddo pungente, comincio a recitare più velocemente la preghiera e subito mi riscaldo. Se la fame mi assale, invoco più spesso il Nome di Gesù Cristo e dimentico di aver voglia di mangiare. Quando mi sento male, mi duole la schiena e le gambe, se mi concentro maggiormente sulla preghiera non sento più il dolore. Succede anche che qualcuno mi offenda o mi picchi, ma subito rammento quanto è dolce la Preghiera di Gesù e l’offesa e l’ira scompaiono, senza che me ne ricordi più. Sono divenuto una specie di folle, non ho più preoccupazioni né affanni. Non degnerei di un solo sguardo tutte le vanità del mondo e vorrei vivere sempre in solitudine. Soltanto, per l'abitudine, un unico desiderio mi anima: quello di pregare incessantemente; e quando prego sono molto felice. Dio solo sa che cosa avviene in me! Naturalmente so che tutto questo deriva dai sensi ed è, come diceva il mio defunto starec, un fatto naturale e prodotto dall'esercizio. Ma non ho ancora l’ardire di dedicarmi allo studio della preghiera spirituale nell’intimo del mio cuore, mi sento troppo ottuso e indegno. Perciò attendo l’ora stabilita dalla volontà di Dio, confidando nelle preghiere del mio defunto starec.
Pertanto, anche se non ho ancora raggiunto la spontanea e incessante preghiera del cuore, ho finalmente compreso, grazie a Dio, che cosa significhino le parole dell’Apostolo: pregate incessantemente.
Racconti di un pellegrino russo, p 115
Pertanto, anche se non ho ancora raggiunto la spontanea e incessante preghiera del cuore, ho finalmente compreso, grazie a Dio, che cosa significhino le parole dell’Apostolo: pregate incessantemente.
Racconti di un pellegrino russo, p 115
A muoverti guerra è il mondo delle tenebre - Pellegrino Russo
Per una settimana mi dedicai assiduamente, nella solitudine del mio orto, allo studio della preghiera incessante, secondo le indicazioni dello starec. Inizialmente tutto andò bene, ma presto cominciai a sentire una grande spossatezza, e pigrizia e noia. Avevo sempre sonno ed ero assalito da pensieri di ogni genere.
Rattristato, mi recai dallo starec e gli raccontai quel che mi stava succedendo. Egli mi accolse amorevolmente e mi disse:
- Amato fratello, a muoverti guerra è il mondo delle tenebre, poiché esso rifugge, più di ogni altra cosa in noi, la preghiera del cuore, e quindi si sforza di ostacolarti in ogni modo per non farti applicare allo studio di questa preghiera. Ricorda però che anche il nemico agisce per volontà o permissione di Dio e soltanto per quel che ci è necessario. Evidentemente occorre che tu sia ancora messo alla prova per giungere all’umiltà. Non è ancora tempo che il tuo smisurato ardore ti conduca alla sublime soglia del cuore, e questo affinché tu non cada nella bramosia spirituale. Ti leggerò, a questo proposito, un insegnamento della Fy/ocalia.
Lo starec cercò un trattato del beato Niceforo il Monaco e iniziò a leggere: «Se, pur avendo tentato, non riesci ad entrare nel paese del cuore così come ti ho spiegato, fai ciò che ti dirò adesso e con l’aiuto di Dio troverai quel che cerchi. Tu sai che ogni uomo ha nella laringe la facoltà di articolare la parola. Serviti dunque di tale facoltà e allontana da te ogni pensiero (è possibile, se lo vuoi), ripetendo incessantemente queste parole: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me. E imponiti di pronunciarle sempre. Se riuscirai a perseverare per qualche tempo in questa preghiera, la soglia del cuore sarà infallibilmente aperta per te, come ci insegna la nostra esperienza».
Racconti di un pellegrino russo, pp 109-110
Rattristato, mi recai dallo starec e gli raccontai quel che mi stava succedendo. Egli mi accolse amorevolmente e mi disse:
- Amato fratello, a muoverti guerra è il mondo delle tenebre, poiché esso rifugge, più di ogni altra cosa in noi, la preghiera del cuore, e quindi si sforza di ostacolarti in ogni modo per non farti applicare allo studio di questa preghiera. Ricorda però che anche il nemico agisce per volontà o permissione di Dio e soltanto per quel che ci è necessario. Evidentemente occorre che tu sia ancora messo alla prova per giungere all’umiltà. Non è ancora tempo che il tuo smisurato ardore ti conduca alla sublime soglia del cuore, e questo affinché tu non cada nella bramosia spirituale. Ti leggerò, a questo proposito, un insegnamento della Fy/ocalia.
Lo starec cercò un trattato del beato Niceforo il Monaco e iniziò a leggere: «Se, pur avendo tentato, non riesci ad entrare nel paese del cuore così come ti ho spiegato, fai ciò che ti dirò adesso e con l’aiuto di Dio troverai quel che cerchi. Tu sai che ogni uomo ha nella laringe la facoltà di articolare la parola. Serviti dunque di tale facoltà e allontana da te ogni pensiero (è possibile, se lo vuoi), ripetendo incessantemente queste parole: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me. E imponiti di pronunciarle sempre. Se riuscirai a perseverare per qualche tempo in questa preghiera, la soglia del cuore sarà infallibilmente aperta per te, come ci insegna la nostra esperienza».
Racconti di un pellegrino russo, pp 109-110
Preghiera del Cuore - Pellegrino Russo
Entrammo nella sua cella e lo starec cominciò a spiegarmi:
- L’incessante preghiera interiore di Gesù è l’invocazione costante e ininterrotta del Divino Nome di Gesù Cristo, fatta con il cuore e la mente nella consapevolezza della sua continua presenza e nell’implorazione della sua misericordia, in ogni nostra attività, in ogni luogo e in ogni momento, persino nel sonno... Essa si esprime con le parole: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me. E chi praticherà questa invocazione proverà una grande consolazione e la ripeterà sempre, e non potrà più vivere senza tale preghiera, che presto sgorgherà da sola. E adesso, hai compreso infine che cos’è la preghiera incessante?
[..]
Lo starec aprì la Filocalia, cercò il trattato di san Simeone il Nuovo Teologo e prese a leggere: «Siedi in silenzio e solitudine. China il capo. Chiudi gli occhi. Respira piano. Scruta con l'immaginazione nel profondo del cuore. Conduci la mente, cioè il pensiero, dalla testa al cuore. Ad ogni respiro, di’ piano con le labbra o solo con la mente: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me”... Sforzati di allontanare tutti i pensieri. Sii sereno e paziente, e ripeti spesso questo esercizio».
Racconti di un pellegrino russo, pp 107-108
- L’incessante preghiera interiore di Gesù è l’invocazione costante e ininterrotta del Divino Nome di Gesù Cristo, fatta con il cuore e la mente nella consapevolezza della sua continua presenza e nell’implorazione della sua misericordia, in ogni nostra attività, in ogni luogo e in ogni momento, persino nel sonno... Essa si esprime con le parole: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me. E chi praticherà questa invocazione proverà una grande consolazione e la ripeterà sempre, e non potrà più vivere senza tale preghiera, che presto sgorgherà da sola. E adesso, hai compreso infine che cos’è la preghiera incessante?
[..]
Lo starec aprì la Filocalia, cercò il trattato di san Simeone il Nuovo Teologo e prese a leggere: «Siedi in silenzio e solitudine. China il capo. Chiudi gli occhi. Respira piano. Scruta con l'immaginazione nel profondo del cuore. Conduci la mente, cioè il pensiero, dalla testa al cuore. Ad ogni respiro, di’ piano con le labbra o solo con la mente: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me”... Sforzati di allontanare tutti i pensieri. Sii sereno e paziente, e ripeti spesso questo esercizio».
Racconti di un pellegrino russo, pp 107-108
Tutte le virtù nascono proprio dalla preghiera - Pellegrino Russo
Sono molti quelli che parlano della preghiera in modo del tutto aberrante, ritenendola frutto di una buona preparazione e di opere ascetiche, senza comprendere che, al contrario, tutte le virtù e le buone opere nascono proprio dalla preghiera, come tu stesso hai udito in vari sermoni; costoro proibiscono di accostarsi direttamente alla preghiera, ingiungendo invece di prepararsi con l’ascesi delle virtù e la vittoria sulle passioni per esser degni di essa.
In questo modo, essi vedono erroneamente nei frutti e nelle conseguenze della preghiera i mezzi e gli strumenti con i quali giungere ad essa, e con ciò annullano la forza stessa della preghiera. Ciò, inoltre, è del tutto contrario alla Sacra Scrittura; l’apostolo Paolo ci ha infatti istruiti sulla preghiera con | queste parole: Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini. La prima indicazione contenuta in questo insegnamento dell’Apostolo sulla preghiera è quindi di porre la preghiera al di sopra di ogni altra cosa. Raccomando, prima di tutto, che si facciano preghiere. Molte sono le opere buone che si richiedono al cristiano, ma l’opera della preghiera deve venire prima di ogni altra, perché nessun’opera buona può essere fatta senza di essa...
Racconti di un pellegrino russo, p 105
In questo modo, essi vedono erroneamente nei frutti e nelle conseguenze della preghiera i mezzi e gli strumenti con i quali giungere ad essa, e con ciò annullano la forza stessa della preghiera. Ciò, inoltre, è del tutto contrario alla Sacra Scrittura; l’apostolo Paolo ci ha infatti istruiti sulla preghiera con | queste parole: Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini. La prima indicazione contenuta in questo insegnamento dell’Apostolo sulla preghiera è quindi di porre la preghiera al di sopra di ogni altra cosa. Raccomando, prima di tutto, che si facciano preghiere. Molte sono le opere buone che si richiedono al cristiano, ma l’opera della preghiera deve venire prima di ogni altra, perché nessun’opera buona può essere fatta senza di essa...
Racconti di un pellegrino russo, p 105
domenica 3 giugno 2018
Non puoi comprenderla - Pellegrino Russo
- Di che cosa hai bisogno da me? —, mi domandò.
— Ho sentito dire che siete un uomo pio e saggio; vi prego dunque di spiegarmi, per amore di Dio, che cosa significano le parole dell’Apostolo: pregate incessantemente e in quale modo sia possibile fare ciò. Da molto tempo vorrei saperlo, ma non riesco a capire.
Quel signore rimase per un po’ in silenzio, mi guardò negli occhi e infine disse:
-— L'incessante preghiera interiore è la perenne aspirazione dello spirito umano a rivolgersi al centro, cioè a Dio. Per apprendere questo dolce esercizio è necessario concentrare su di esso la nostra forza di volontà e domandare con assiduità al Signore che sia lui stesso a insegnarci come pregare incessantemente.
— Non riesco a intendere queste vostre parole — dissi io —, vi prego, spiegatevi in maniera più semplice.
- È una cosa troppo elevata per te — mi rispose —; non puoi comprenderla; ma prega come sei capace, e la preghiera stessa ti rivelerà in che modo essa possa divenire incessante; ogni cosa vuole il suo tempo...
Racconti di un pellegrino russo, pp 100-101
— Ho sentito dire che siete un uomo pio e saggio; vi prego dunque di spiegarmi, per amore di Dio, che cosa significano le parole dell’Apostolo: pregate incessantemente e in quale modo sia possibile fare ciò. Da molto tempo vorrei saperlo, ma non riesco a capire.
Quel signore rimase per un po’ in silenzio, mi guardò negli occhi e infine disse:
-— L'incessante preghiera interiore è la perenne aspirazione dello spirito umano a rivolgersi al centro, cioè a Dio. Per apprendere questo dolce esercizio è necessario concentrare su di esso la nostra forza di volontà e domandare con assiduità al Signore che sia lui stesso a insegnarci come pregare incessantemente.
— Non riesco a intendere queste vostre parole — dissi io —, vi prego, spiegatevi in maniera più semplice.
- È una cosa troppo elevata per te — mi rispose —; non puoi comprenderla; ma prega come sei capace, e la preghiera stessa ti rivelerà in che modo essa possa divenire incessante; ogni cosa vuole il suo tempo...
Racconti di un pellegrino russo, pp 100-101
Tu, ignorante - Pellegrino Russo
Mi rivolsi allora a un sacerdote.
— Come si può pregare incessantemente?
Il sacerdote rispose:
— Vai più spesso in chiesa, presta attenzione alle letture e ai canti, partecipa alle preghiere per i defunti, accendi i ceri, | prostrati di più sino a terra...
— Ma dov'è che la Bibbia parla di questo? — domandai.
— Tu, ignorante, vorresti leggere la Bibbia? A voi non è affatto consentito di leggere la Bibbia; solo a noi è consentito. —
Detto questo, il sacerdote si allontanò. Che fare, pensai, dove trovare una persona che possa spiegarmi queste cose? Andrò in giro per le chiese più famose per i loro predicatori: chissà che non senta una buona spiegazione.
Racconti di un pellegrino russo, p 92
— Come si può pregare incessantemente?
Il sacerdote rispose:
— Vai più spesso in chiesa, presta attenzione alle letture e ai canti, partecipa alle preghiere per i defunti, accendi i ceri, | prostrati di più sino a terra...
— Ma dov'è che la Bibbia parla di questo? — domandai.
— Tu, ignorante, vorresti leggere la Bibbia? A voi non è affatto consentito di leggere la Bibbia; solo a noi è consentito. —
Detto questo, il sacerdote si allontanò. Che fare, pensai, dove trovare una persona che possa spiegarmi queste cose? Andrò in giro per le chiese più famose per i loro predicatori: chissà che non senta una buona spiegazione.
Racconti di un pellegrino russo, p 92
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