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giovedì 17 maggio 2018

Gibberish - Osho

Gibberish vuol dire solo buttare fuori la tua pazzia, che è lì presente nella mente, accumulata per secoli e secoli. Quando la butti fuori scoprirai di sentirti leggero, più vivo – e basteranno solo un paio di minuti. Anche un bambino può fare il Gibberish, non occorre alcun addestramento. Già fin quasi dal primo momento sei capace di farlo. Il Gibberish non va imparato, così come la risata non va imparata. Se fai Gibberish, puoi pulire la mente da tutta la polvere che continua ad accumularsi. E quando la mente diventa silenziosa… non c’è altro posto dove andare se non dentro.
Sei tu che stai trasportando tutta quella spazzatura, buttala via! Fallo con totalità, e con grande entusiasmo. Non preoccuparti se è arabo o ebreo o cinese; puoi parlare qualunque lingua che non conosci. Devi solo evitare la lingua che conosci, perché quella lingua non porterà alla luce le tue sciocchezze, sarà solo un esercizio grammaticale. Il significato non serve affatto. Per due minuti, dai alla tua esistenza la possibilità di essere priva di significato. Sarà un grande shock per te vedere che in soli due minuti diventi così leggero, così pronto a entrare nel silenzio.

Parlate cinese, se non conoscete il cinese, parlate giapponese se non conoscete il giapponese. Se conoscete il tedesco non parlate tedesco. Emettete suoni senza senso, ma non limitatevi ai suoni, muovetevi non rimanete seduti come dei buddha, non è questo il momento. Impazzite, agitatevi, gesticolate, ridete, piangete, buttate fuori tutta la spazzatura che avete dentro. Questo e’ il momento di buttare fuori tutta la confusione in cui vive la vostra mente, lasciatela libera di esprimersi, liberate la scimmia, lasciatela correre e saltare finché si stancherà‘.


https://www.dionidream.com/gibberish-meditazione/ 

martedì 1 maggio 2018

Non dia alla testa il permesso di vagare - Gurdjieff

Zuber: In quest’esercizio, la difficoltà per me risiede sempre nel girare gli arti. Al contrario il risucchiare e il fluire all’esterno sono facili. Sono contento di farlo. Il grosso sforzo è l’inizio dell’esercizio. Nella vita lascio fluire generalmente molta più vitalità e forza, e ho una certa propensione per l’esercizio, ce l’ho molto spesso; altrimenti tutto il resto è, al contrario, folle, cacofonico, molto più folle di prima. Ho riscontrato una cosa. È il bisogno, quando sono a letto, di chiudere un circuito, mettendo la gamba destra contro la sinistra, il braccio destro contro il sinistro.

Gurdjieff: Come chiudere un circuito, come capire? A lei dico la stessa cosa: non dia alla testa il permesso di vagare.

Zuber: Accade al di fuori della volontà.

Gurdjieff: Allora perché verificarlo? Perché parlarne? È un'ossessione. Può solo offrirle molte possibilità di entrare in un ospedale psichiatrico. Non deve mai fare inconsciamente. Nemmeno in modo cosciente a metà, le suggerisco. Tutto o niente. In mezzo c’è solo la psicopatia, l'ossessione. Non creda mai. Non abbia fiducia. Lei è una persona molto debole. Se un momento il suo centro di gravità è nella testa, poi si sposta nel plesso, eccetera, è masturbazione. Lo sforzo cosciente consiste nel dare l'iniziativa a tutti i suoi centri. Quella è attività. Tutto il resto è materiale per essere un candidato agli ospedali psichiatrici.

Zuber: Malgrado quello che ha appena detto, io credo che sia strettamente legato al lavoro.

Gurdjieff: Non lo so. Ma so che non deve accadere. Non ancora. Non si aspetti niente. Mandi al diavolo il resto. Per lei esiste solo il suo esercizio. Lo faccia finché non è interamente soddisfatto. Tutte queste combinazioni e manipolazioni possono venire in seguito, ma non ancora. Non bisogna lasciarsi trascinare. È un momento molto pericoloso. Da un lato lei ha la forza per fissare e qualcosa può entrare in lei per sempre. Poi sarebbe costretto a diventare mio cliente, e io non chiedo mai meno di tre zeri inglesi, ed esiste soltanto un rimedio per controllare queste cose: l’ipnotismo. È io non lo consiglio.


G.I.Gurdjieff - Incontri con Gurdjieff - 1944-1946, pp 125-126

Nessuno può sentire - Gurdjieff

Domanda: Ma chi c’è di fronte non sente che l’altro non gli sta dando niente? Non si aspetta che l’altro provi qualcosa per lui? Non ne sentirà la mancanza?

Gurdjieff [ridendo]: Questo è per la psicopatia. Come può questa non-entità sentire? Se essa lo vuole, è automatismo, essa immagina. È merde. Non costa niente. Nessuno può sentire; richiede uno stato speciale. Conosco qualcuno che è capace di sentire; ma per sentire deve isolarsi e prepararsi. Ha bisogno delle condizioni. Ma così, nessuno può sentire. Ogni uomo suggerisce qualcosa a sé stesso. Lei non capisce mai lui né me. Lei capisce quel che si suggerisce. È psicopatia. Lei dice a sé stesso “lui è così, lui è a quel modo, lui è arrabbiato”. Ma no, è la sua stessa idiozia che glielo suggerisce.


G.I.Gurdjieff - Incontri con Gurdjieff - 1944-1946, p 104

domenica 29 aprile 2018

Acquietare le associazioni - Gurdjieff

Gurdjieff: Aspetti. Non mi disturbi, non mi interrompa. Non l’ha mai fatto così. Le sue spiegazioni me lo dimostrano. Dopo, quando avrà acquietato le sue associazioni, solo allora, cominci l’esercizio, coscientemente, con tutta la sua attenzione e le sue facoltà.
Si raffiguri che è circondata da un’atmosfera. Come la Terra, anche l’uomo ha un’atmosfera che lo circonda da tutti i lati, per un metro, più o meno — fino a un limite. Nell’atmosfera le associazioni e nella vita ordinaria i pensieri producono onde. Si concentra in certi punti, recede; ha movimenti a seconda della direzione che lei le impartisce. Questo dipende dal movimento del suo pensiero. La sua atmosfera viene spostata nella direzione in cui va il suo pensiero. Se pensa a sua madre, che è lontana, la sua atmosfera si muove verso il luogo dove sta sua madre. Quando fa quest’esercizio, si rappresenti che quest’atmosfera ha dei limiti. Per esempio, diciamo, un metro e mezzo. Poi concentri tutta la sua attenzione a impedire all’atmosfera di sfuggire oltre il limite. Non le permetta di andare più in là di un metro o un metro e mezzo. Quando sente che la sua atmosfera si è acquietata, senza onde, senza movimento, allora con tutta la sua volontà la risucchi dentro di sé — si conservi in quest’atmosfera. La tiri coscientemente in sé. Più riesce, meglio è. All’inizio è molto stancante.
Questo è come bisogna fare l’esercizio. Dopo si riposi, mandi al diavolo l’esercizio. Lo ripeta da capo la sera. Questo esercizio è fatto principalmente per permettere di avere uno stato raccolto. È il primo esercizio. È difficile penetrare in se stessi al primo sforzo. Bisogna costringere l’atmosfera a rimanere nei suoi limiti, non permetterle di andare più in là di quanto dovrebbe. È il primo esercizio per avere uno stato raccolto. Quest’esercizio l’ho dato a tutti. Nessuno ha capito così il raccoglimento, né gli ha dato attenzione.
L'ho visto dal modo in cui parlate. Quando sarete riusciti a far questo, sarete in grado di avere uno stato davvero buono, e sarete in grado, se vorrete, di rientrare completamente in voi stessi.
Quando lei dice “Io sono” sentirà che è in sé stessa, sentirà nell’intero corpo — l’eco di “Io” — e quando dice “sono” avrà la sensazione, completamente, che lei è lei. Ma se lei fa per dieci anni “Io sono — Io sono — Io sono” non la porterà a niente, tranne che all’essere un candidato per il manicomio. Faccia quello o niente. Ricominci tutto da capo con quell’esercizio. Questo è il primo esercizio per ricordarsi di sé.


G.I.Gurdjieff - Incontri con Gurdjieff - 1944-1946, pp 73-76

Non legga mai libri di spiritualità - Gurdjieff

Hignette: Vorrei chiedere come posso essere sicura che sto effettuando il ricordo di me e che sto lavorando con i miei tre centri. Ho capito, in modo teorico, la necessità di questa operazione, ma vorrei sapere se esiste un criterio. [Più tardi] Era più un dubbio che una domanda; non so se valga la pena chiederlo.

Gurdjieff: Ha capito che era una cosa ingenua quella che ha chiesto? Non legga mai libri di spiritualità. Portano dritti alla psicopatia e agli ospedali psichiatrici. Chi ha una domanda da fare?


G.I.Gurdjieff - Incontri con Gurdjieff - 1944-1946, p 62

Deve sempre ricordare il corpo - Gurdjieff

Dr. Blano: Mentre lavoro ho la sensazione della totale scomparsa del mio corpo fisico. Sento due cose distinte: una che è più vasta delle mie proporzioni solite e di cui non conosco i limiti. L'altra, più interna, più limitata, è capace di dirigermi e non ha una forma precisa, anche se è paragonabile al mio corpo.

Gurdjieff: Quello che lei ha appena detto non somiglia al nostro lavoro. Se continua così ha ottime probabilità di essere presto un candidato per un ospedale psichiatrico. È uno stato che spiritualisti e teosofi conoscono. Smetta immediatamente. Non deve dimenticare che lei è un corpo. Deve sempre ricordare il corpo. Non ha ancora un “Io”, nessun “me”. Non lo dimentichi. Così soltanto può avere un futuro. In seguito il suo corpo dovrà avere un vero “Io”, un vero “me”, come dovrebbe averlo ogni uomo normale. Adesso sente l’assenza del corpo, no?

Dr. Blano: Sì.

Gurdjieff: Beh, deve sentire il suo corpo dieci volte di più. Non è necessario lasciare il corpo. È necessario rafforzarlo. Esistono molte persone come lei: sono psicopatici.

Dr. Blano: Come posso intensificare la sensazione del corpo quando avverto che se ne sta andando?

Gurdjieff: Si lavi la testa sotto l’acqua fredda. Faccia ginnastica difficile. Per esempio, tenga le braccia lateralmente per quindici, venti minuti, una mezz'ora, mentre pensa “Io sono”, “Io voglio essere”. Lo pensi con il corpo. Senta il corpo. Mandi via tutte le associazioni psicopatiche; queste sono malattie, debolezze.


G.I.Gurdjieff - Incontri con Gurdjieff - 1944-1946, 59-60

lunedì 13 novembre 2017

Il Lavoro è una cosa molto seria - Gurdjieff

Madame Et.: Posso chiederle un consiglio? Volevo domandarle: quando faccio il mio lavoro di ricordare me stessa sono sempre ostacolata dalla stessa idea: come posso fare il mio lavoro, come posso organizzare la mia giornata, affinché tutti in casa siano felici? E durante il giorno è proprio l’opposto. Sono ostacolata dalle idee che hanno a che fare con il lavoro. Penso a quel che ho sentito qui e da Madame De Salzmann, e questo mi intralcia costantemente.

Gurdjieff: Questo è il risultato delle incombenze della vita quotidiana, succede a tutti. L’ho detto spesso. Deve dedicare un tempo speciale per il lavoro ogni giorno. Non tutto il tempo, il lavoro è una cosa molto seria. Non può lavorare interiormente tutto il giorno. Deve ritagliarsi un tempo speciale e aumentarlo mano a mano. Per questo lavoro dedichi mezz’ora delle sue ventiquattr’ore. In questa mezz’ora dimentichi tutto il resto, metta tutto il resto da parte. È una piccola cosa. Sacrifichi a questo tempo tutte le sue occupazioni, tutto il lavoro delle sue funzioni esteriori. Sacrifichi tutto per il suo lavoro interiore e in seguito potrà metterlo da parte per le cose della vita quotidiana. Non può fare questo lavoro tutto il giorno.

Madame Et.: Lo penso anch’io. Diventa meccanico. Io sono, io desidero essere.

Gurdjieff: Lei mescola, non deve mescolare. Non mescoli questo lavoro con il lavoro ordinario. Abbiamo due generi di stati di veglia. Per questo lavoro, dovrebbe avere uno stato di veglia attivo. Ma una mezz’ora di questo stato di veglia è sufficiente per il resto del giorno, in cui lei può continuare a vivere come al solito. Può fare questo? E se non può farlo per mezz’ora, anche dieci minuti sono una ricchezza per chi è in grado di lavorare dieci minuti. Deve dedicare e sacrificare a questo lavoro un tempo speciale. Non può dare tutto il suo tempo. La vita è una cosa, il lavoro un’altra. La sostanzialità di ognuna è differente: per questo lavoro, deve essere più attiva. L’ho detto molte volte. Quando comincia il lavoro il suo compito è il suo lavoro. Prima di cominciare dovrebbe rilassarsi, prepararsi, raccogliersi. In seguito, con tutto il suo essere deve svolgere il suo compito. È una cosa molto complicata. Non si può fare a lungo, ci si ritrova presto stanchi. Il lavoro consuma tutte le forze. Se gli dedica cinque minuti di troppo, tutte le sue forze saranno consumate. È per questa ragione che dico che deve aumentare il tempo poco a poco, finché non vi sarà abituata: cinque minuti, sei minuti, dieci minuti. Solo questo sistema la preparerà ad acquisire lo stato che si addice a un vero uomo. Se riesce a lavorare per molto tempo, questo le dimostra che non lavora con tutto il suo essere, che sta lavorando solo con la sua mente. Ma quanto a questo, può farlo per mille anni senza guadagnarci nulla; non vale niente. Lavori per poco tempo, ma lavori bene. Non è la quantità ma la qualità che conta. La vita è una cosa. Non la mescoli con altre cose. Cinque minuti di buon lavoro valgono più di ventiquattr’ore di un altro genere. Se non ha molto tempo, lavori cinque minuti. Lasci che la vita ordinaria continui automaticamente secondo abitudine per il resto del tempo. Quel che dice non riguarda il lavoro. La nostra vita è una cosa, il lavoro un’altra. Altrimenti diventerà una psicopatica. Se si ricorda di sé con la mente non vale nulla; si ricordi di sé con tutto il suo essere. Non può farlo a lungo, si esaurirebbe. Lo faccia per cinque minuti, ma dimentichi tutto il resto. Sia un’egoista assoluta, dimentichi tutto, il suo Dio, suo marito, i suoi figli, il denaro. Ricordi solo il lavoro. Breve, ma sostanziale.


G.I.Gurdjieff - Incontri con Gurdjieff - 1941-1943, pp 141-144

mercoledì 4 ottobre 2017

non può amare, non può fare niente - Gurdjieff

Kahn: Diversi mesi fa le ho fatto questa domanda: «Quando ho un impulso di vero amore verso qualcuno, mi sembra che non solo questo stabilisca una relazione fra me e questa persona, ma che offra testimonianza di una forza superiore in me». In quel momento mi rispose che non dovevo pensare a quelle cose allora, che quella era psicopatia, che dovevo fare il mio lavoro come un servizio. L’ho ascoltata e ho cominciato a essere capace di distaccarmi dal corpo; specialmente ora che ho visto la profondità della mia passività e che capisco che devo concentrare tutta la mia forza, mettere in gioco tutto il mio sforzo nell’opporre alla mia abituale nullità qualcosa che “è”, ora ho la spinta a diventare indipendente. Per esempio, ho per così dire la spinta a recitare il mio vero ruolo nei confronti di mio figlio o di mio padre; ho, come prima, l’impulso ad aver successo nel diventare un uomo in rapporto al gruppo, ma mi sembra che ciascuna di queste spinte non sia ancora abbastanza potente perché il distacco sia completo. In uno dei miei migliori momenti di lavoro, ho visto di recente tutto il mio corpo, tutte le mie emozioni, tutto il mio sentimento e i miei soliti desideri come la cosa che devo riuscire a uccidere in me stesso per conseguire la nascita, e ho capito che sarei riuscito a essere quello che voglio essere se fossi riuscito a fare in modo di fare morire quello che sono. Così ora le chiedo, chiedo a me stesso e chiedo anche a lei, se non potrei forse essere aiutato nei miei sforzi da una relazione tra quanto in me somiglia a un “Io” con una forma superiore. Se fosse questa la spinta che mi manca?

Gurdjieff: No. Deve continuare. Perché usa la parola “vero”? Non può ancora avere un “vero amore”. Un aspetto del vero amore è quello di odiare nel modo giusto, in modo obiettivo, non l’oggetto che ha di fronte ma le sue manifestazioni. Non può ancora usare la parola “vero”. Mentre aspetta continui ad accumulare materiale, ma smetta di dire “vero”. Non si deve attribuire questo valore alle cose, non può amare, non può fare niente. Non ha ancora la sensazione e io ho bisogno che invece ce l’abbia. Quando sarà capace di avere un impulso io allora la soddisferò, le dirò come usarlo, come incanalarlo, come realizzarlo. Il lavoro che le ho dato le è stato di aiuto, dunque non è necessario cambiarlo.


G.I.Gurdjieff - Incontri con Gurdjieff - 1941-1943, pp 93-94

venerdì 3 febbraio 2017

Il sesso e il centro sessuale - Gurdjieff

"Nello stesso tempo, il sesso gioca un ruolo enorme nel mantenimento della meccanicità della vita. Tutto ciò che fanno le persone è in relazione con il sesso: la politica, la religione, l'arte, il teatro, la musica, tutto è 'sesso'. Credete voi che la gente vada in chiesa per pregare, o al teatro per vedere qualche nuova rappresentazione? No, questi non sono che dei pretesti. La cosa principale, a teatro come in chiesa, è che si possono trovare delle donne e degli uomini. Ecco il centro di gravita di tutte le riunioni. Che cosa è che conduce la gente nei caffè, nei ristoranti, alle feste di ogni sorta? Una cosa sola: il Sesso. Ecco la principale sorgente di energia di tutta la meccanicità. Tutto il sonno, tutta l'ipnosi, derivano dal sesso.

[..]
"È sempre questo che si domanda. Qualunque sia il soggetto di cui si parla, la gente chiede: 'È ammissibile che sia così e non si possa cambiare questo stato di cose?'. Come se fosse possibile cambiare o fare qualsiasi cosa! Voi, almeno, avreste già dovuto vedere l'ingenuità di queste domande. Forze cosmiche hanno creato questa situazione, e la comandano. E voi domandate: 'Dobbiamo lasciare le cose così o cambiarle?'. Suvvia, Dio stesso non potrebbe cambiare nulla. Ricordate quello che è stato detto circa le 48 leggi? Esse non possono essere cambiate, ma ci si può liberare da un gran numero di esse, voglio dire che vi è una possibilità di cambiare lo stato delle cose relativamente a se stessi. Si può sfuggire alla legge generale. In nessun caso però la legge generale può essere cambiata. Ma si può cambiare la propria posizione in rapporto a questa legge; si può sfuggire ad essa, poiché questa legge di cui parlo, cioè il potere del sesso sulle persone, offre molte differenti possibilità. Il sesso è la principale ragione della nostra schiavitù, ma è anche la nostra principale possibilità di liberazione.

"La 'nuova nascita' di cui abbiamo parlato dipende dall'energia sessuale quanto la nascita fisica e la propagazione della specie.

[..]
"Questo è il modo normale e naturale di utilizzare l'energia si 12.
Tuttavia, nell'organismo stesso, vi è un'altra possibilità. Ed è la possibilità di creare una vita nuova all'interno dell'organismo dove il si 12 è stato elaborato, ma questa volta senza l'unione dei due principi maschio e femmina. Una nuova ottava si sviluppa allora all'interno dell'organismo, e non al di fuori. Questa è la nascita del 'corpo astrale'. Dovete comprendere che il 'corpo astrale' nasce dalla stessa materia dalla quale nasce il corpo fisico. Solo il processo differisce. Il corpo fisico è, per così dire, compenetrato in ogni sua cellula dalle emanazioni della materia si 12. E quando la saturazione è giunta ad un grado sufficiente, la materia si 12 comincia a cristallizzare. Alla cristallizzazione di questa materia corrisponde la formazione del 'corpo astrale'.

"Il passaggio della materia si 12 allo stato di emanazione, e la saturazione graduale di tutto l'organismo per mezzo di questa emanazione è ciò che l'alchimia definisce trasformazione o 'trasmutazione'. È proprio questa trasformazione del corpo fisico in corpo astrale che l'alchimia definisce come la trasformazione dello spesso in sottile o la trasmutazione dei metalli vili in oro.

"La trasmutazione totale, cioè la formazione del 'corpo astrale' non è possibile che in un organismo sano, funzionante normalmente. In un organismo malato o anormale, non vi è possibilità di trasmutazione".

"La continenza assoluta è necessaria per la trasmutazione e, in generale, l'astinenza sessuale è utile per il lavoro su di sé?", domandò qualcuno.

"La vostra domanda ne comporta molte altre, disse G. L'astinenza sessuale è in effetti necessaria alla trasmutazione, ma soltanto in certi casi, cioè per un certo tipo di uomo. Per altri tipi non è per niente necessaria. E per altri ancora viene da sé non appena incomincia la trasmutazione. Ve lo spiegherò più chiaramente. Per certi tipi, un'astinenza sessuale lunga e totale è indispensabile affinchè cominci la trasmutazione; senza questa lunga e totale astinenza, non può cominciare. Ma non appena il processo è bene avviato, l'astinenza cessa di essere necessaria. In altri casi, cioè con altri tipi; al contrario, la trasmutazione può benissimo incominciare con una vita sessuale normale; può persino compiersi più presto e svolgersi molto meglio con un grande dispendio esteriore dell'energia sessuale. Nel terzo caso, la trasmutazione inizialmente non richiede l'astinenza ma in seguito essa assorbe tutta l'energia del sesso e mette fine alla vita sessuale normale o al dispendio esteriore dell'energia sessuale.

"Passiamo all'altra domanda: 'L'astinenza sessuale è utile per l'uomo oppure no?'.
"È utile se vi è astinenza in tutti i centri. Se vi è astinenza solo in un centro e piena libertà di immaginazione negli altri", non vi potrebbe essere niente di peggio. Inoltre, l'astinenza può essere utile, se l'uomo sa come utilizzare l'energia che risparmia in qualche maniera. Se non lo sa, non può ricavare alcun vantaggio dall'astinenza".

"Sotto questo rapporto, quale è in generale la forma di vita più giusta dal punto di vista del lavoro?".

"È impossibile a dirsi. Lo ripeto, se un uomo non sa, è meglio che non intraprenda nulla. Fino a quando egli non abbia una conoscenza nuova ed esatta, sarà del tutto sufficiente che diriga la sua vita secondo le regole e principi comuni. In questo campo, colui che comincerà a costruire teorie o a lasciare briglia sciolta alla propria immaginazione, sarà necessariamente condotto alla psicopatia. Ma occorre ancora ricordarsi che, nel lavoro, soltanto le persone completamente normali in rapporto al sesso hanno una possibilità. Ogni genere di 'originalità', tutti i gusti strani, i desideri bizzarri, la paura, l'azione continua degli 'ammortizzatori' devono essere distrutti fin dal principio. L'educazione e il modo di vivere moderno creano un numero incalcolabile di psicopatici sessuali. Essi non hanno, nel lavoro, la minima possibilità.

"Parlando in generale, si può dire che vi sono soltanto due modi legittimi di dispendio dell'energia sessuale: la normale vita sessuale e la trasmutazione. In questo campo ogni invenzione è molto pericolosa.

"L'astinenza è stata sperimentata da tempo immemorabile. Talvolta, molto raramente, ha dato dei frutti, ma ciò che nella maggior parte dei casi viene chiamata astinenza non è altro che la sostituzione delle sensazioni normali con altre anormali, perché queste ultime si nascondono più facilmente. Tuttavia non è di questo che voglio parlare. Vorrei farvi comprendere che il male peggiore e il principale fattore della nostra schiavitù non risiedono nel sesso di per se stesso, ma nell'abuso del sesso. Ma non si comprende quasi mai che cosa significhi l'abuso del sesso. La gente abitualmente pensa agli eccessi o alle perversioni sessuali. Queste non sono che forme relativamente inoffensive dell'abuso del sesso. È invece indispensabile conoscere molto bene la macchina umana per comprendere che cosa è l'abuso del sesso, nel vero senso dell'espressione. Con essa si intende il cattivo lavoro dei centri nei loro rapporti con il centro sessuale, ovvero l'azione del sesso allorché si eserciti attraverso gli altri centri, e l'azione degli altri centri allorché si esercita attraverso il centro sessuale; oppure, per essere ancora più precisi, il funzionamento del centro sessuale per mezzo dell'energia presa a prestito dagli altri centri e il funzionamento degli altri centri per mezzo dell'energia presa a prestito dal centro sessuale".

"Il sesso può essere considerato come un centro indipendente?", domandò uno dei presenti.

"Sì, rispose G., ma al tempo stesso, se consideriamo il piano inferiore come un sol tutto, allora il sesso può essere visto come la parte neutralizzante del centro motore".

"Con quale idrogeno lavora il centro sessuale?", domandò un altro.

La questione aveva interessato tutti per molto tempo, ma non avevamo potuto trovare la soluzione. E G., quando lo avevamo interrogato, aveva sempre eluso una risposta diretta.

"II centro sessuale lavora con l'idrogeno 12, disse questa volta. Ossia, dovrebbe lavorare con esso. L'idrogeno 12, è si 12. Ma il fatto è che molto raramente lavora con l'idrogeno che gli è proprio. Le anomalie nel lavoro del centro sessuale esigono uno studio speciale.

"In primo luogo, occorre notare che, normalmente, nel centro sessuale, proprio come nel centro emozionale superiore e nel centro intellettuale superiore, non vi è la parte negativa. In tutti gli altri centri, ad eccezione dei centri superiori, vale a dire nel centro intellettuale, emozionale, motore e istintivo, vi sono, per così dire, due metà: l'una positiva e l'altra negativa. Affermazione e negazione, sì e no, nel centro intellettuale; sensazioni piacevoli e sensazioni sgradevoli nei centri istintivo e motore. Ma una tale divisione non esiste nel centro sessuale. Non esiste una parte positiva ed una negativa. Non vi sono sensazioni sgradevoli, né sentimenti sgradevoli: o vi è una sensazione piacevole, un sentimento piacevole, oppure non vi è niente, un'assenza di ogni sensazione, la più completa indifferenza. Ma come conseguenza del cattivo lavoro dei centri, succede sovente che il centro sessuale entri in contatto con la parte negativa del centro emozionale o del centro istintivo. Da quel momento, certi stimoli particolari, o persino uno stimolo qualsiasi del centro sessuale, possono evocare dei sentimenti sgradevoli, delle sensazioni sgradevoli. Coloro che provano queste sensazioni o questi sentimenti, suscitati da idee o immaginazioni legate al sesso, sono portate a considerarli come delle prove di virtù o come qualcosa di originale; in realtà non sono altro che dei malati. Tutto ciò che è in rapporto con il sesso dovrebbe essere o piacevole, o indifferente. I sentimenti e sensazioni sgradevoli provengono tutti dal centro emozionale o dal centro istintivo.

"Questo è l'abuso del sesso. Bisogna però ricordarsi che il centro sessuale lavora con l'idrogeno 12. Ciò significa che è più forte e più rapido di tutti gli altri centri. Il sesso, infatti, comanda tutti gli altri centri. La sola cosa che, nelle circostanze ordinarie, vale a dire quando l'uomo non ha né coscienza né volontà, abbia presa sul centro sessuale è ciò che abbiamo chiamato gli ammortizzatori. Essi possono ridurlo letteralmente a nulla, possono cioè impedire le sue manifestazioni normali. Ma non possono distruggere la sua energia. L'energia rimane e passa agli altri centri, attraverso i quali si manifesta; in altre parole, gli altri centri rubano al centro sessuale l'energia che egli stesso non usa. L'energia del centro sessuale nel lavoro dei centri intellettuale, emozionale e motore, si riconosce per un 'gusto' particolare, per un certo ardore, una veemenza non richiesta. Il centro intellettuale scrive dei libri, ma quando impiega l'energia del centro sessuale, non si occupa soltanto di filosofia, di scienza o di politica, è sempre impegnato va combattere qualche cosa, a disputare, a criticare, a creare delle nuove teorie soggettive. Il centro emozionale predica il cristianesimo, l'astinenza, l'ascetismo, la paura e l'orrore del peccato, l'inferno, il tormento dei dannati, il fuoco eterno, e tutto questo con l'energia del sesso... Oppure fomenta rivoluzioni, depreda, brucia, uccide, con la stessa energia sottratta al sesso. E, sempre con questa energia, il centro motore si appassiona allo sport, batte dei records, salta degli ostacoli, scala delle montagne, lotta, combatte ecc... In tutti i casi in cui i centri intellettuale, emozionale e motore utilizzano l'energia del sesso, si ritrova questa veemenza caratteristica, nel mentre appare l'inutilità del lavoro intrapreso. Né il centro intellettuale, né il centro emozionale, né il centro motore potranno mai creare qualcosa di utile con l'energia del centro sessuale. Ecco un esempio dell'abuso del sesso.

"Questo è però solo un aspetto. Un secondo aspetto è rappresentato dal fatto che quando l'energia del sesso è rubata dagli altri centri e sprecata per un lavoro inutile, non ne rimane niente per il centro sessuale, al quale allora non resta che rubare l'energia degli altri centri, di qualità molto inferiore alla sua e molto più grossolana. Cionondimeno il centro sessuale ha una grande importanza per l'attività generale, e particolarmente per la crescita interiore dell'organismo, poiché lavorando con l'idrogeno 12, può beneficiare di un finissimo nutrimento d'impressioni, che nessuno degli altri centri ordinari può ricevere. Questo fine nutrimento di impressioni è importantissimo per la produzione degli idrogeni superiori. Ma quando il centro sessuale lavora con un energia che non è la sua, cioè con gli idrogeni relativamente inferiori 48 e 24, le sue impressioni divengono ben più grossolane, ed esso non ha più nell'organismo la parte che potrebbe avere. Allo stesso tempo la sua unione con il centro intellettuale e l'impiego della sua energia da parte del centro intellettuale provocano un eccesso di immaginazione di ordine sessuale e in aggiunta una tendenza a soddisfarsi di questa immaginazione. La sua unione con il centro emozionale, crea il sentimentalismo o al contrario la gelosia, la crudeltà. Ecco altri aspetti dell'abuso del sesso".

"Che cosa si deve fare per lottare contro l'abuso del sesso?", domandò qualcuno.

G. si mise a ridere.

"Aspettavo questa domanda, disse. Ma dovreste aver compreso che è altrettanto impossibile spiegare ad un uomo, che non ha ancora incominciato a lavorare su se stesso e non conosce ancora la struttura della macchina umana, il significato dell'abuso del sesso, quanto spiegargli il modo di evitarlo. Il lavoro su di sé, correttamente condotto, comincia dalla creazione di un centro di gravita permanente. Quando un centro di gravita permanente è stato creato, tutto il resto, subordinandosi ad esso, si organizza a poco a poco. La domanda si riassume dunque così: a partire da che cosa e come un centro di gravita può essere creato? Ed ecco la risposta che possiamo dare: solo la giusta attitudine di un uomo nei riguardi del lavoro, nei riguardi della scuola, il suo giusto apprezzamento del valore del lavoro e la sua comprensione della meccanicità e della assurdità di tutto il resto, possono creare in lui un centro di gravita permanente.

Il ruolo del centro sessuale, nella creazione di un equilibrio generale e di un centro di gravita permanente, può essere molto grande. Per l'energia che gli è propria, se impiega tale energia, il centro sessuale si situa al livello del centro emozionale superiore. E tutti gli altri centri gli sono subordinati. Sarebbe una gran cosa se esso lavorasse con la sua propria energia. Questo da solo potrebbe indicare un grado d'essere relativamente elevato. E, in questo caso, ossia se il centro sessuale lavorasse con la sua propria energia e al proprio posto, tutti gli altri centri potrebbero lavorare correttamente, al loro posto e con la loro propria energia".


P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto - la testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di G. I. Gurdjieff, pp 282-288