martedì 11 dicembre 2018
Gesù Cristo: un puro rappresentante di Dio - Srila Prabhupada
giovedì 7 giugno 2018
Luca 7 47 - Vangeli
«Le sono perdonati i suoi molti traumi, perché lei ha molto amato. Invece chi ha pochi traumi da farsi perdonare, è perché ama poco».
(Luca 7,47)
domenica 29 aprile 2018
Giuda era un grande iniziato - Gurdjieff
Gurdjieff: Perché parla di Giuda in questo caso? Cosa sa di Giuda? Era un grande iniziato. Era il secondo discepolo dopo San Giovanni Battista. Tutto ciò che è stato detto su di lui è falso. Se vuol saperlo, è stato anche il maestro di Cristo.
G.I.Gurdjieff - Incontri con Gurdjieff - 1944-1946, p 37
venerdì 23 febbraio 2018
Il cristianesimo esoterico del monte Athos - Avet Kourdaki
Il cristianesimo esoterico del monte Athos
Avet Kourdaki
giovedì 19 ottobre 2017
il Dio dei cristiani - Pascal
(Blaise Pascal, Pensieri, 556)
« Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Non dei filosofi e dei dotti. Certezza. Certezza. Sentimento. Gioia. Pace. Dio di Gesù Cristo. [...] »
(Blaise Pascal, Memoriale)
« Non posso perdonarla a Cartesio, il quale in tutta la sua filosofia avrebbe voluto poter fare a meno di Dio, ma non ha potuto evitare di fargli dare un colpetto al mondo per metterlo in moto; dopo di che non sa più che farne di Dio. »
(Blaise Pascal, Pensieri, 77)
« [...] Valutiamo questi due casi: se vincete, vincete tutto, se perdete non perdete nulla. Scommettete, dunque, che Dio esiste, senza esitare.[...] »
(Blaise Pascal, Pensieri, 233)
« È il cuore che sente Dio, e non la ragione. Ed ecco che cos'è la fede: Dio sensibile al cuore, e non alla ragione. »
(Blaise Pascal, Pensieri, 278)
« Quanta distanza c'è tra la nostra conoscenza di Dio e l'amarlo! »
(Blaise Pascal, Pensieri, 280)
« Conosciamo la verità non solo con la ragione, ma anche col cuore; ed è in questo secondo modo che conosciamo i principi primi, e inutilmente il ragionamento, che non vi ha parte, s'industria di combatterli. [...] »
(Blaise Pascal, Pensieri, 282)
venerdì 6 ottobre 2017
Padre, Figlio e Spirito Santo
Il mio rifugio è il Figlio.
La mia protezione è lo Spirito Santo.
Gloria a te santa Trinità.
Amen
http://www.orthodox-christian-comment.co.uk/sign_of_the_cross_and_its_meaning.htm
mercoledì 4 ottobre 2017
Dare come mezzo - Andrea Colamedici, Maura Gancitano
Secondo la Regola d Oro, ciascuno di noi dovrebbe dare e fare agli altri ciò che vorrebbe ricevere. Il dubbio è che in questo modo, la rivelazione cristiana e il prossimo vengano usati come mezzi, e non come fini, gratuitamente. Il dubbio è che il dare rappresenti un modo molto efficace per ottenere di più.
Andrea Colamedici, Maura Gancitano, Tu non sei Dio, p 64
mercoledì 20 settembre 2017
Lucis Trust, ovvero il mondo visto da Lucifero
Politica e dottrine esoteriche sono da ormai molti secoli strettamente intrecciate e interdipendenti. E’ stato ormai dimostrato da eminenti storici come Giorgio Galli che, come l’illuminismo affonda le sue radici nella filosofia massonica, così il nazismo le affonda nel pensiero teosofico e magico ampiamente diffuso in Europa agli inizi del ‘900. Persino il comunismo sovietico, per quanto ateo e materialista, si è nutrito del pensiero cosmista russo di Nikolaj Fedorov. Non sorprende dunque scoprire che anche l’odierno mondialismo come dottrina politica è radicato in una dottrina esoterica, che è precisamente quella della teosofa britannica Alice Bailey (1880-1945). Nei suoi scritti esoterici la Bailey ha sostanzialmente ripreso la dottrina teosofica di Madame Blavatskij, l’ha reinterpretata entro una forma di cristianesimo gnostico e -cosa più importante- l’ha trasdotta sul piano politico e pratico. Nel 1920 infatti fonda a New York una casa editrice di nome Lucifer Publishing Company, o Lucifer Trust, con lo scopo di divulgare presso le masse le sue opere ed “iniziarle” alla sua dottrina. Successivamente da semplice casa editrice la Lucifer Trust diventa una vera e propria organizzazione, triarticolata nella Scuola Arcana, che è il centro speculativo dedito all’ammaestramento spirituale dei discepoli, nei Triangoli, che sono le cellule di discepoli sparse per il mondo e dedite all’ “apostolato” dell’associazione, e infine nella Buona Volontà Mondiale, che è il contenitore di tutte le iniziative, relazioni e studi di carattere politico-sociale. La dottrina teosofica della Lucifer Trust, la cui traduzione essoterica o pubblica ha dato origine al pensiero New Age, non è nient’altro che la riproposizione delle antiche gnosi sotto un mascheramento cristiano e al contempo “scientifico”, di cui le opere della Bailey costituiscono il magistero originario: si tratta in sintesi di favorire l’opera di autodivinizzazione dell’uomo e dell’umanità nel suo complesso, la quale con l’avvento della cosiddetta “Era dell’Acquario” (antico concetto astrologico) non avrà più bisogno di dogmi o di norme morali e si scoprirà essere essa stessa dio grazie alla luce liberatrice di Lucifero. Egli è il vero dio adorato dalla teosofia e dagli adepti di questa setta, ed è identificato all’atto pratico con la più profonda volontà istintuale dell’uomo. Si sente sibilare attraverso tale teoria gnostica la promessa truffaldina del serpente antico, “sarete come dio”.
E’ da questa visione che proviene il nome originario della suddetta casa editrice, che però nel 1925 viene mutato in Lucis Trust, nome che conserva tuttora probabilmente per celare la vera natura di tale compagnia. L’importanza della Lucis Trust è cresciuta costantemente nel tempo, anche dopo la morte della Bailey, fino al punto in cui è divenuta una ong con tre sedi internazionali (New York, Londra e Ginevra), un considerevole fatturato annuo, molti iscritti e soprattutto una forte rappresentanza presso l’ONU, all’interno del quale siede come membro del suo Consiglio economico e sociale. La Lucis Trust è stata più volte accusata di esercitare un’influenza occulta su tale organismo internazionale e di orientare le sue politiche secondo i principi esoterici di cui è portatrice e divulgatrice. Si sa ad esempio che l’ex assistente del Segretario Generale ONU Robert Muller è stato un teosofo baileyiano, definito “Profeta di Speranza” e “Filosofo dell’ONU” per questi suoi interessi esoterici, candidato nel ’96 al Segretariato e più volte al Premio Nobel per la Pace, per oltre 40 anni ha orientato da dietro le quinte le politiche di tale organismo secondo i principi teosofici. Questi ultimi prevedono, in massima sintesi: 1) superamento e unificazione delle razze in un’unica razza globale; 2) superamento e unificazione delle nazioni sotto un unico governo mondiale; 3) superamento e unificazione delle religioni entro un’unica religione o chiesa mondiale. Che l’ONU sia un’istituzione permeata da un esoterismo di non chiara natura lo dimostra comunque anche la cosiddetta Sala di Meditazione, una piccola stanza a forma triangolare sconosciuta ai più e presente nella della sua sede al Palazzo di Vetro di New York: al suo interno si trovano soltanto un enorme cubo nero di magnetite e un dipinto raffigurante linee e forme geometriche. L’apparente asetticità di tale stanza, che dovrebbe fungere da “tempio” per tutte le religioni senza discriminazione di sorta, nasconde in verità secondo i più attenti analisti simboli di chiara origine cabalistica e massonica. Ma ancor più importante di singole personalità o di qualche gioco architettonico, per comprendere il potere e l’influenza di un’organizzazione apparentemente piccola come la Lucis Trust (pur se circondata da un’immensa galassia di associazioni affini, sorelle o figlie) si consideri quanto i tre suddetti punti dirigono e orientano oggi i dibattiti politici all’interno delle istituzioni e dei media. Potremmo dire che multiculturalismo, immigrazionismo, europeismo, globalismo e sincretismo religioso sono tutte ideologie essoteriche, ovvero per la massa, generate dalla medesima matrice esoterica, della quale però solo gli “iniziati” o gli “illuminati” sono consapevoli.
E’ interessante dunque leggere i giudizi che la Lucis Trust esprime, all’interno dei suoi bollettini periodici, sugli eventi e sui protagonisti della politica mondiale. Ad esempio nell’ultimo bollettino 2017, intitolato “Leadership: energizzare il seme magnetico del futuro”, l’organizzazione promuove il Movimento Cinque Stelle in Italia e il movimento Podemos in Spagna come modelli positivi di leadership. Si legge in particolare in prima pagina (traduzione loro): “Il clima di disperazione e il senso errato attestano la carenza di idealisti anche pratici, pronti a dirigere con determinazione. Nonostante ciò, i molteplici canali di interconnessione in Internet, indicano che nuove qualità di leadership stanno emergendo più rapidamente e fluidamente di quanto non sia mai stato – e tale esempio è caratterizzato dai Movimenti Cinque Stelle in Italia e Podemos in Spagna”. Dal che si evince che l’associazione sembra aver identificato in questi due movimenti gli strumenti più all’avanguardia per veicolare e perpetuare nei rispettivi paesi i propri disegni mondialisti. A suggerire che il M5S nasconda un retroterra esoterico o gnostico non c’è solo questa breve citazione: già nel 2014 Roberto dal Bosco ha scritto un’opera (“Incubo a 5 Stelle” Fede e Cultura) in cui additava i video virali “Gaia” e “Prometheus”, prodotti dall’ideologo pentastellato Casaleggio, come manifesti di un tecno-millenarismo apocalittico e di una serpeggiante cultura della morte, che non si spiega in rapporto alla natura apparentemente popolare e populista del movimento, i cui vagiti sono stati i rozzi “vaffanculo” di Grillo. Movimenti come il M5S, Podemos o -aggiungo io- il movimento Syriza di Tsipras in Grecia, possiedono oltretutto una fenomenologia politica molto simile, se non quasi identica: una nascita improvvisa seguita da una rapidissima crescita nei consensi, un posizionamento al di fuori dei tradizionali schemi ideologici destra-sinistra o liberalismo-socialismo, una retorica radicalmente populista e anti-sistema, un elettorato variegato e composto da elettori confluiti da quasi tutti gli schieramenti tradizionali. A tutto questo si aggiunge, in particolare per il M5S, una malcelata schizofrenia o ipocrisia politica che consiste nell’adoperare una retorica populista (penso a temi caldi come l’immigrazione, lo ius soli, i rapporti con l’UE o la moneta unica) per poi ritrovarsi però quasi sempre in sede parlamentare a votare come la peggior sinistra globalista, pur con tutti i distinguo del caso. Se non fosse che a pensar male si fa peccato, si potrebbe ipotizzare che l’approvazione delle elites mondialiste ed esoteriche, rappresentate dalla Lucis Trust, nei confronti di tali movimenti riguarda non soltanto la loro ideologia occulta, che può forse trasparire da alcuni punti programmatici ma non è probabilmente nota nemmeno alla gran parte dei propri deputati eletti, ma anche il fatto che tali movimenti si inseriscono perfettamente in una strategia globale di dispersione del dissenso, attuata con strumenti differenziati a livello locale. E’ verosimile pensare che essi siano stati identificati dalle elites finanziarie ed esoteriche come modelli da riprodurre ed esportare anche in altri paesi dove cresce il dissenso dei popoli e delle comunità verso la globalizzazione e la pervasività dei dispositivi di potere delle stesse elites. Ora siccome attaccare frontalmente tale dissenso equivarrebbe a riconoscere ipso facto la validità delle sue rimostranze e quindi ad alimentarne la forza, è preferibile disperderne il potenziale esplosivo e sterilizzarlo attraverso il preservativo di un movimento politico che si limita a simulare la rappresentanza del dissenso…e quindi lo rende innocuo. Tali movimenti rappresentano in altre parole il “piano B” delle elites, in caso di malfunzionamento dei propri partiti storici di riferimento oppure di rivolta popolare contro le loro politiche più nocive. Pensiamo all’esempio ormai storico di Syriza: nel 2009 inizia la crisi greca; l’anno dopo il FMI approva un prestito miliardario alla Grecia in cambio delle misure di austerità e da lì in poi le condizioni economiche e sociali della popolazione greca precipitano fino a livelli di miseria insostenibili; il malcontento e le tensioni crescono, si teme una rivoluzione popolare; nel 2012 il partito di ispirazione nazista Alba Dorata entra persino in parlamento. Al contempo però il movimento di sinistra radicale Syriza guidato da Tsipras si presenta come nemico dell’Europa e salvatore della Grecia e nel 2015 vince le elezioni; i greci festeggiano e Tsipras indice un referendum che boccia la ristrutturazione del debito proposta dai creditori europei; ma infine, nonostante tutto, lo stesso Tsipras giunge pochi mesi dopo a firmare un accordo coi quei creditori, tradendo di fatto le grandi promesse vendute ai suoi elettori, che ancora ne stanno pagando le conseguenze. A prescindere che in quel caso vi sia stata o meno una pianificazione del tutto dall’alto, all’atto pratico comunque il dissenso è stato prima raccolto e poi disperso, ovviamente a vantaggio delle elites.
Per ritornare al bollettino della Lucis Trust, i movimenti politici europei non sono i soli riferimenti concreti citati in quel documento. Si fa breve riferimento anche alla Brexit e all’elezione di Donald Trump, che sono giudicate en passant come frutto della “confusione e falsità” rese possibili dai nuovi mezzi di comunicazione; è curiosamente lo stesso pensiero della presidenta Boldrini, anch’essa una ex onusiana, che all’indomani della Brexit diede la colpa di tale evento “funesto” alle cosiddette fake news, così come quasi tutti i media americani ed europei hanno fatto dopo la vittoria di Trump. E’ chiaro che tali eventi, probabilmente inattesi, disturbano molto e ostacolano i piani delle elites esoteriche. Per lo stesso motivo il bollettino suggerisce di iniziare a controllare maggiormente i mezzi di informazione, segno che su questo tema la Boldrini è qui in Italia alfiera e sentinella di un’offensiva che sarà presto mondiale contro la libertà di informazione permessa dall’anarchia del web.
Infine è presente nel testo un duplice apprezzamento nei confronti di Papa Francesco: nel primo è indicato vagamente come “portavoce dell’umiltà”, intesa come virtù che ogni leader mondiale dovrebbe possedere. Nel secondo -assai più rilevante- viene elogiata anche la sua opera in tal modo (grassetto mio): “Anche nella religione, sebbene l’attenzione sia su verità senza tempo, ci saranno sempre modi diversi di interpretare tali realtà e i leader devono affrontare tale questione in modo più appropriato, per l’evoluzione della coscienza della comunità religiosa. Gli sforzi di Papa Francesco, per riformare la Chiesa cattolica romana, possono essere visti in questa luce”. Tale elogio è quantomeno preoccupante, sia in sé perché formulato da un’associazione esoterica che si riunisce sotto il nome del principe delle tenebre, sia per il modo in cui legge l’operato del Papa attuale, ovvero quasi come una nuova interpretazione delle verità cattoliche che porti a sua volta a “un’evoluzione della coscienza” ecclesiale. L’evoluzione della verità è un antico leitmotiv del modernismo, “cloaca in cui confluiscono tutte le eresie”, secondo la perfetta definizione di Papa Pio X. Per quanto sia evidente nelle affermazioni della Lucis Trust la volontà di quest’organizzazione di mistificare e distorcere la realtà rileggendola a proprio vantaggio, è al contempo innegabile che spesso è la stessa ambiguità del magistero o delle esternazioni metapolitiche di Francesco ad aprire la possibilità scandalosa tali distorsioni e mistificazioni. Tra il disegno salvifico di Cristo e i piani omicidi di Satana vi è un’opposizione inconciliabile e un contrasto assoluto, se tale differenza non è più evidente significa che davvero il fumo di Satana è penetrato nella Chiesa di Cristo e ottunde le menti e i cuori dei suoi prelati.
A conclusione del suo bollettino, dopo aver ipotizzato varie soluzioni per convincere i popoli a cedere sovranità nazionale in favore di organismi mondiali, l’associazione riporta infine una “grande invocazione”, che è la preghiera fondamentale dell’organizzazione da ripetersi quotidianamente, una sorta di Pater Noster deviato: il testo di tale formalmente chiede il ritorno di Cristo sulla terra, la Parousia, ma specifica in una nota a margine che “Cristo” è soltanto uno dei nomi con cui tale “Istruttore del Mondo o Salvatore” è stato chiamato nella storia, mentre altri suoi nomi sono “Signore Maitreya, Imam Mahdi, Bodhisattva e Messia”. Egli è sì il figlio di Dio, ma non del Dio Creatore biblico, bensì del vero dio adorato dalla teosofia, Lucifero. In altre parole questa setta che siede all’ONU e ne ispira la filosofia, che apprezza movimenti come il Movimento 5 Stelle e Podemos e che ha adepti in tutto il mondo organizzati in cellule invisibili (come l’ISIS), è la stessa che prega ogni giorno all’unisono per l’avvento del figlio di Lucifero: il cristianesimo lo ha chiamato l’Anticristo. D’altronde è stato proprio il fu Robert Muller, gran papavero onusiano e profeta teosofico, che ha pronunciato questa massima: “Dobbiamo muoverci il più velocemente possibile verso un unico governo mondiale; verso un’unica religione mondiale; sotto un unico leader mondiale”.
Paolo Carcano
http://www.maurizioblondet.it/lucis-trust-ovvero-mondo-visto-lucifero/
martedì 7 marzo 2017
Ogni vera religione - Gurdjieff
"Dovete capire, diceva, che ogni vera religione, parlo di quelle create con uno scopo preciso da uomini veramente sapienti, comporta due parti. La prima insegna ciò che deve essere fatto. Questa parte rientra nella sfera delle conoscenze generali e si corrompe col tempo man mano che si allontana dalla sua origine. L'altra parte insegna come fare ciò che insegna la prima. Essa è conservata segretamente in certe scuole e col suo aiuto è sempre possibile rettificare ciò che è stato falsato nella prima parte, o reintegrare ciò che è stato dimenticato.
"Senza questa seconda parte, non può esistere conoscenza della religione o, in ogni caso, questa conoscenza resta incompleta e molto suggestiva.
"Questa parte segreta esiste nel Cristianesimo, così come in tutte le altre religioni autentiche, e insegna come seguire i precetti del Cristo e ciò che essi realmente significano".
P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto - la
testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di G. I. Gurdjieff,
pp 337-338
venerdì 24 febbraio 2017
Origini del Cristianesimo - Gurdjieff
"In genere conosciamo pochissimo del Cristianesimo e delle forme del culto cristiano, non conosciamo affatto la sua storia, come pure l'origine di un'infinità di cose. Per esempio la chiesa, il tempio dove si riuniscono i fedeli e dove sono celebrati gli uffizi secondo riti particolari, quali origini ha? Quanta gente non vi ha mai pensato! Taluni ritengono che le forme esteriori del culto, i riti, i cantici, siano stati inventati dai Padri della Chiesa. Altri pensano che le forme esteriori sono state prese a prestito in parte dai pagani, ed in parte dagli ebrei. Ma tutto ciò non è vero. La questione delle origini della Chiesa cristiana, vale a dire del tempio cristiano, è molto più interessante di quel che pensiamo. Innanzi tutto, la Chiesa e il culto, nella forma sotto la quale apparivano nei primi secoli dell'era cristiana, non poteva derivare dal paganesimo; non vi era niente di simile, né nei culti greci e romani, né nel giudaismo. La sinagoga, il tempio ebreo, i templi greci e romani, con i loro numerosi dei, erano molto differenti dalla chiesa cristiana, quale essa apparve nel primo e nel secondo secolo. La chiesa cristiana è una scuola e nessuno sa più che lo sia. Immaginatevi una scuola, dove i maestri tengano le loro lezioni e le loro dimostrazioni senza sapere che si tratta di lezioni e di dimostrazioni e dove gli allievi o i semplici auditori considerino questi corsi e dimostrazioni come cerimonie, riti o 'sacramenti', ossia magia. Questo assomiglierebbe molto alla chiesa cristiana dei nostri giorni.
"La chiesa cristiana, la forma cristiana del culto, non sono state inventate dai Padri della Chiesa. Tutto è stato preso in Egitto — ma non dall'Egitto a noi noto: bensì da un Egitto che non conosciamo. Quell'Egitto era nello stesso luogo dell'altro, ma era esistito molto tempo prima. Solo infime vestigia sono sopravvissute nei tempi storici, ma furono conservate in segreto, e così bene che non sappiamo nemmeno dove.
"Vi sembrerà strano se dico che questo Egitto preistorico era cristiano molte migliaia d'anni prima della nascita di Cristo, o per meglio dire che la sua religione si fondava sugli stessi principi, sulle stesse idee del vero Cristianesimo. In questo Egitto preistorico, vi erano speciali scuole chiamate 'scuole di ripetizione'. In quelle scuole si davano a date fisse, e in alcune di esse anche tutti i giorni, delle ripetizioni pubbliche, in forma condensata, del corso completo delle scienze insegnate. La 'ripetizione' durava talvolta una settimana intera o anche un mese. Grazie a queste 'ripetizioni' coloro che avevano seguito i corsi conservavano il contatto con le scuole e potevano così ritenere tutto ciò che avevano imparato. Alcuni venivano da molto lontano per assistere a queste 'ripetizioni' e ripartivano con un sentimento nuovo della loro appartenenza alla scuola. Nel corso dell'anno, c'erano giornate speciali consacrate a delle ripetizioni molto più complete, che si svolgevano con una solennità particolare e questi stessi giorni prendevano un senso simbolico.
"Queste scuole di ripetizione servirono di modello alle chiese cristiane. Nelle chiese cristiane le forme di culto rappresentano, quasi interamente, 'il ciclo di ripetizione' delle scienze che trattano dell'Universo e dell'uomo. Le preghiere individuali, gli inni, il responsorio, tutto aveva, in queste ripetizioni, il suo proprio senso così come le feste e tutti i simboli religiosi; ma il loro significato è stato perso da molto tempo".
P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto - la
testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di G. I. Gurdjieff,
pp 335-336
lunedì 20 febbraio 2017
Sulla Preghiera - Gurdjieff
"La preghiera non potrebbe aiutare un uomo a vivere come un Cristiano?", chiese qualcuno.
"La preghiera di chi?, replicò G. La preghiera degli uomini soggettivi, ossia degli uomini 1, 2, 3 non può dare che risultati soggettivi. Con le loro preghiere tali uomini si consolano, si suggestionano e si addormentano da sé. Conseguenza di auto-ipnosi, questa preghiera non può dare risultati oggettivi".
"Ma la preghiera in generale non può dare risultati oggettivi?", domandò un altro.
"L'ho già detto: dipende da chi prega, rispose G. Si deve imparare a pregare esattamente come si deve imparare il resto. Per chi sappia pregare e sia capace di concentrarsi nel giusto modo, la preghiera può dare dei risultati. Dobbiamo tuttavia comprendere che vi è preghiera e preghiera e che i risultati sono differenti. Questo è conosciuto anche dalla liturgia corrente. Ma quando parliamo della preghiera o dei suoi possibili risultati, non consideriamo che un tipo di preghiera — la domanda; o meglio noi pensiamo che la domanda possa collegarsi a tutte le altre specie di preghiera. Evidentemente non è vero. La maggior parte delle preghiere non hanno niente in comune con la domanda. Mi riferisco alle antiche preghiere, di cui molte risalgono a molto prima del cristianesimo. Queste preghiere sono, in un certo modo ricapitolazioni; ripetendole ad alta voce o mentalmente l'uomo si sforza di provare tutto il loro contenuto col pensiero e col sentimento. D'altronde un uomo può sempre comporre nuove preghiere a sua intenzione. Dirà, per esempio: 'Voglio essere serio'. Tutto dipenderà da come lo dice. Se lo ripeterà diecimila volte al giorno, chiedendosi quando finirà e che cosa ci sarà da cena, questo non è pregare, ma mentire a sé stesso. Tuttavia, queste stesse parole possono diventare una preghiera se l'uomo le recita così: 'Io' — e nello stesso tempo pensa a tutto quello che sa su 'Io'. Questo 'Io' non esiste, non c'è un solo 'Io' ma una moltitudine di piccoli 'io' rivendicatori e attaccabrighe. Eppure egli vuole essere un vero 'Io', vuole essere il signore; si ricorda della vettura, del cavallo e del padrone. 'Io' è il padrone, VOGLIO — egli pensa al significato di 'Io voglio'. È forse capace di volere? In lui continuamente 'si vuole' e 'non si vuole'; ma egli farà lo sforzo di opporre al 'si vuole' e al 'non si vuole' il proprio 'io voglio', connesso alla scopo del lavoro su di sé. In altri termini cercherà di introdurre la terza forza nella combinazione abituale delle due forze: 'si vuole' e 'non si vuole', ' ESSERE ' — egli penserà a ciò che significa l'essere'. L'essere di un uomo automatico a cui tutto accade. E l'essere di un uomo che può fare. È possibile 'essere' in modi differenti. Egli vuole 'essere' non soltanto nel senso di esistere, ma nel senso di grandezza, di potere. Allora la parola 'essere' prende un peso, un senso nuovo per lui. ' SERIO ' — egli pensa a ciò che significa 'essere serio'. Il modo in cui egli risponde a sé stesso è molto importante. Se comprende ciò che dice, se è capace di definire a sé stesso correttamente ciò che significa 'essere serio', se sente di desiderarlo veramente, allora la sua preghiera può dare un risultato: può riceverne una forza, poi potrà notare più spesso in quali momenti non è serio, infine egli avrà meno difficoltà a vincere sé stesso. Dunque, questa sua preghiera l'avrà aiutato a divenire serio.
"Allo stesso modo un uomo può pregare così: 'io voglio ricordarmi di me stesso', ' RICORDARMI ' — che cosa significa 'ricordarsi'? L'uomo deve pensare alla memoria — quanto poco egli ricorda! Come si dimentica sovente quello che ha deciso, quello che ha visto, quello che sa! Tutta la sua vita cambierebbe se potesse ricordarsi. Tutto il male viene dal suo dimenticare, ' ME STESSO ' — di nuovo ritorna a sé stesso. Di quale 'me' desidera ricordarsi? Vale la pena ricordarsi di sé stesso interamente? Come può riconoscere ciò che vuole ricordare? L'idea del lavoro: come potrebbe legarsi più strettamente al lavoro? e così di seguito.
"Nel culto cristiano, vi sono parecchie preghiere del tutto simili a queste, in cui è necessario riflettere su ogni parola. Ma esse tuttavia perdono ogni portata, ogni significato, quando sono recitate o cantate meccanicamente.
"Consideriamo la conosciutissima preghiera: 'Signore abbi pietà di mé' Cosa vuoi dire? Un uomo rivolge una invocazione. Non dovrebbe pensarci un po', non dovrebbe fare un confronto, domandarsi cosa è Dio e cosa è lui stesso? Poi, sta domandando a Dio di avere pietà di lui. Ma bisognerebbe che Dio pensasse a lui, che lo prendesse in considerazione. Ora, merita proprio che le si prenda in considerazione?
Cosa c'è in lui che sia degno di essere oggetto di pensiero? Chi deve pensare a lui? Dio stesso. È chiaro che tutti questi pensieri, e molti altri ancora, dovrebbero passare per la mente come egli pronuncia questa semplice preghiera. E sono precisamente questi pensieri che potrebbero fare per lui ciò che egli chiede a Dio di fare. Ma a cosa pensa e quali risultati può dare la sua preghiera, se ripete come un pappagallo: Signore abbi pietà! Signore abbi pietà! Signore abbi pietà! Lo sapete bene che questo non può dare alcun risultato.
P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto - la testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di G. I. Gurdjieff, pp 333-335
Per essere Cristiani bisogna esserne capaci - Gurdjieff
"La religione, diceva sempre, è un concetto relativo, essa corrisponde al livello di un essere umano; la religione di un uomo può benissimo non convenire ad un altro, ossia la religione di un uomo di un certo livello di essere non si adatta ad un uomo di un altro livello di essere.
"Bisogna comprendere che la religione dell'uomo n. 1, non è la religione dell'uomo n. 2 e che quella dell'uomo n. 3, è pure un'altra religione. Le religioni degli uomini n. 4, n. 5, n. 6, n. 7 sono completamente differenti dalle religioni degli uomini n. 1, 2 e 3.
"In secondo luogo, la religione è: fare. Un uomo non pensa, non sente, soltanto la propria religione, egli la 'vive' più che può; altrimenti non si tratta di religione, ma di fantasia o filosofia. Che gli piaccia o no, egli mostra la sua attitudine verso la religione con i propri atti e non può mostrarla che con i propri atti. Di conseguenza se i suoi atti sono in contraddizione con ciò che è richiesto da una data religione, egli non può affermare di appartenere a quella religione. La grande maggioranza delle persone che si dicono cristiane non hanno diritto alcuno a questo titolo, perché non soltanto non seguono i comandamenti della propria religione, ma pare che non suppongano nemmeno che questi comandamenti debbano essere seguiti.
"La religione cristiana proibisce l'omicidio; e tutti i progressi che abbiamo fatto sono progressi della tecnica dell'omicidio, dell'arte della guerra. Come possiamo dunque dirci Cristiani?
"Nessuno ha il diritto di chiamarsi Cristiano, se non adempie nella sua vita i precetti del Cristo. Un uomo può dire che desidera essere Cristiano, se si sforza di osservare questi precetti. Se non ci pensa neppure, o se ne ride, se li rimpiazza con qualcosa di sua invenzione, o semplicemente li dimentica, non ha alcun diritto di dirsi Cristiano.
"Ho preso l'esempio della guerra perché è il più evidente. Ma senza parlare della guerra, tutto nella nostra vita è così. Le persone si dicono Cristiane, ma senza comprendere che non solo non vogliono, ma che non possono esserlo, perché, per essere Cristiani, non basta desiderarlo, bisogna anche esserne capaci.
"L'uomo, in sé stesso, non è uno, non è Io, è 'noi', o per parlare più rigorosamente, è 'essi'. Tutto deriva da questo. Supponiamo che un uomo voglia, secondo il Vangelo, porgere la guancia sinistra dopo essere stato battuto sulla guancia destra. Ma è uno solo dei suoi 'io' che prende questa decisione, sia nel centro intellettuale come nel centro emozionale. Un 'io' lo vuole, un 'io' se ne ricorda — gli altri non ne sanno niente. Immaginiamo che la cosa avvenga realmente: un uomo è stato schiaffeggiato. Pensate che egli porgerà la guancia sinistra? Mai. Egli non avrà nemmeno il tempo di pensarci. Schiaffeggerà a sua volta l'uomo che l'ha colpito, oppure chiamerà una guardia, oppure fuggirà; il suo centro motore reagirà ben prima che l'uomo si renda conto di cosa sta facendo, come ne ha l'abitudine, come gli è stato insegnato a fare.
"Per poter porgere la guancia sinistra bisogna essere stati istruiti per molto tempo, bisogna essersi allenati con perseveranza perché, se la guancia è offerta meccanicamente, questo non ha ancora nessun valore; l'uomo porge la sua guancia perché non può fare altrimenti".
P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto - la
testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di G. I. Gurdjieff,
pp 332-333
sabato 4 febbraio 2017
Versione virile del Vangelo - Gurdjieff
«Questo insegnamento è una versione virile del Vangelo».
A quando data questa annotazione? Non lo so ma sicuramente ad un'epoca in cui non avevamo ancora avuto tra le mani né i "Frammenti di un insegnamento sconosciuto''' né alcuno dei libri propriamente detti di Gurdjieff(8). Avremmo altrimenti potuto verificare che lui stesso ha esattamente definito il suo insegnamento come un esoterismo cristiano.
[..]
Nell'istante in cui mi attraversò, come un lampo di fuoco, l'idea che l'insegnamento non era altro che una versione del Vangelo in un linguaggio diverso, fui preso da una gran-de gioia e allo stesso tempo da una certa inquietudine. Perché? Diciamo, per semplificare, che avevo la sensazione di entrare in un territorio riservato. Perché il Cristianesimo non ò nato ieri ed appartiene di diritto ai santi e ai dottori della Chiesa. In più, nonostante ai nostri giorni sia universalmente messo in dubbio, è chiaro che esso è il fondamento delle nostre istituzioni, dei nostri codici, della nostra etica ed impregna molto profondamente i nostri pensieri.
Era possibile che non l'avessimo fino ad allora riconosciuto nell'insegnamento sconosciuto?
Per riconoscerlo sotto una forma che non avevamo mai visto avremmo dovuto poterne gustare l’essenza (che conserva il suo sapore attraverso tutti i cambiamenti dell'apparenza). L'essenza del Cristianesimo? Non ci si aspetti che provi a definire qualcosa che appare al di là di ogni definizione. Tuttavia sarebbe ingiusto volerlo ignorare del tutto.
Quando apro il Vangelo ne traggo un'ispirazione molto forte. È una lettura ardente, costellata di parole di un'intelligenza così acuta che non le si dimentica più: Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?.(9)
Essi chiedevano questo, per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei». (l0)
«E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». (ll)
Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? (l2) Voi siete il sale della terra. Ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salalo? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini (l3) Queste parole che sono state citate e raccontate tanto spesso da poterle credere spogliate, come dell'alcool troppo a lungo invecchiato, sono ancor oggi altrettanto palpitanti di vita.
[..]
Gurdjieff non affrontava spesso questo problema con noi, poiché egli riteneva nulla la nostra competenza in questo campo.
«Immaginate - egli scrive - che un Europeo colto, cioè un uomo che non sa niente della religione, incontri la possibilità di una via religiosa. Egli non vedrà niente ecc. ecc. ...».
Quando Ouspensky chiede a Gurdjieff «qual è il rapporto dell'insegnamento che voi esponete con il cristianesimo come noi lo conosciamo», si attira questa risposta: «Non so quello che voi sapete sul cristianesimo. Bisognerebbe parlare a lungo per chiarire ciò che voi intendete con questo termine. Ma ad uso di coloro che sanno, direi, se volete, che questo insegnamento è cristianesimo esoterico.» (l4)
Gurdjieff ha parlato in questi termini a degli allievi che possiamo definire "cristiani" (con tutte le restrizioni che si impongono) poiché essi appartenevano alla Russia di prima della rivoluzione d'Ottobre e la loro ricerca personale li aveva spinti sia a provare di liberarsi da un'influenza che li aveva delusi sia, al contrario, a esplorarne gli arcani per ritrovarne il significato essenziale.
È cristiano, egli spiegò un giorno agli allievi venuti dall'America e dall'Inghilterra per raggiungerlo al Prieuré di Avon, soltanto colui che è capace di mettere in pratica i comandamenti di Cristo. Facendo allusione al comanda mento ben noto che prescrive di amare il prossimo come se stessi, chiese chi ne fosse capace.
«A seconda che abbiate preso o meno una tazza di caffè, può darsi che amerete o non amerete.(l5)
«Dott. X, se vi si percuote sulla guancia destra, forse voi porgerete la sinistra?
«I comandamenti esistono come un ideale ma la scienza che ci renderebbe capaci di osservarli, è perduta. Essa costituisce tuttavia l'altra metà del cristianesimo, il suo esoterismo ed è stata conservata in alcune scuole. Ognuno potrà esservi iniziato durante un soggiorno all'Istituto che si è appena aperto al Prieuré, a condizione di risentirne la necessità».
Così egli ha parlato del cristianesimo ma soltanto a delle persone che ne avevano una certa conoscenza.
Si sa, comunque, quanto poco a lui importasse l'etichetta. Ebreo, cristiano, buddista, lamaista, islamico ... appena si va fino al midollo si tocca, sotto appellativi diversi, la stessa verità.
Aveva già spiegato queste cose ai suoi allievi di Mosca nel 1916 e di questo noi possediamo la relazione molto precisa che ne ha fatto Ouspensky:
«Ricordate - egli diceva - che ogni vera religione, e parlo di quelle che furono create con uno scopo preciso da uomini realmente sapienti, comporta due parti. La prima in-segna ciò che deve essere fatto. Questa parte cade nel dominio delle conoscenze generali e si corrompe con il tempo nella misura in cui si allontana dalla sua origine. L'altra parte insegna come fare ciò che insegna la prima. Questa parte è conservata segretamente in alcune scuole e con il suo aiuto è sempre possibile rettificare ciò che è stato falsato nella prima parte o di ripristinare ciò che è stato dimenticato.
«Senza questa seconda parte non può esservi conoscenza della religione o, in ogni caso, questa conoscenza rimane incompleta e molto soggettiva.
«Questa parte segreta esiste nel cristianesimo quanto in tutte le altre religioni autentiche ed insegna come seguire i precetti di Cristo e ciò che essi significano realmente»'l6}.
René Zuber, Monsieur Gurdjieff, ma lei chi è?
martedì 20 dicembre 2016
Come diventare un Cristiano? - Gurdjieff
"Un'altra domanda era: come diventare un Cristiano?
"Innanzitutto, è necessario comprendere che un Cristiano non è un uomo che si dice Cristiano, o che altri dicono Cristiano. Un Cristiano è un uomo che vive in conformità ai precetti del Cristo. Così come siamo, non possiamo essere Cristiani. Per essere Cristiani, dobbiamo essere capaci di 'fare'. Noi non possiamo 'fare'; per noi, tutto 'accade'. Il Cristo dice: 'Amate i vostri nemici', ma come amare i nostri nemici, quando non possiamo nemmeno amare i nostri amici? Qualche volta 'qualcosa ama', e qualche volta 'qualcosa non ama'. Così come siamo, non possiamo neppure desiderare realmente di essere Cristiani, perché, ancora, qualche volta 'qualcosa desidera' e qualche volta 'qualcosa non desidera'. E un uomo non può desiderare a lungo una sola cosa, perché improvvisamente, invece di desiderare di essere Cristiano, gli viene in mente un tappeto molto bello ma molto caro che ha visto in un negozio. E invece di desiderare di essere Cristiano, comincia a pensare al modo di acquistare questo tappeto, dimenticando tutto ciò che concerne il Cristianesimo. O se qualcun altro rifiuta di credere quale buon Cristiano egli sia, sarà pronto a mangiarlo o a farlo arrostire su carboni ardenti. Per essere Cristiano, occorre 'essere'. Essere significa: essere padrone di sé. Se un uomo non è padrone di sé stesso, non ha nulla e non può avere nulla. E non può essere un Cristiano. È semplicemente una macchina, un automa. Una macchina non può essere un Cristiano. Riflettete: è possibile che un'automobile, una macchina da scrivere o un fonografo siano Cristiani? Essi sono semplicemente delle cose controllate dal caso. Non sono responsabili. Sono delle macchine. Essere Cristiano significa essere responsabile. La responsabilità viene dopo, quando un uomo, anche parzialmente, cessa di essere una macchina e comincia effettivamente, non soltanto a parole, a desiderare di essere un Cristiano".
Qual è il rapporto dell'insegnamento che voi esponete con il Cristianesimo quale noi lo conosciamo?", domandò qualcuno.
"Non so quello che sapete del Cristianesimo, rispose G., accentuando questa parola. Sarebbe necessario parlare molto a lungo per chiarire che cosa intendete con questo termine. Ma per coloro che sanno, dirò, se volete, che questo è Cristianesimo esoterico. Parleremo a tempo debito del significato di queste parole. Per il momento, continuiamo ad esaminare le nostre questioni".
P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto - la
testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di G. I. Gurdjieff,
pp 115-116
