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martedì 11 dicembre 2018

Gesù Cristo: un puro rappresentante di Dio - Srila Prabhupada

Discepolo: Prabhupada, hai detto, “Predicare il messaggio di Dio è un compito gravoso.”

Srila Prabhupada: Sì, guardate Gesù Cristo – fu crocifisso. Qual era la sua colpa? Insegnava solo la coscienza di Dio. Ovviamente non è stato ucciso, nessuno può uccidere un puro devoto del Signore.

Discepolo: Ma alcuni ingrati ci hanno provato.

Srila Prabhupada: Sì. Una così grande personalità, il figlio di Dio. Voleva diffondere la coscienza divina e in cambio fu crocifisso. Per noi Gesù Cristo è tutt’altro che insignificante, lo onoriamo come un puro rappresentante di Dio. Naturalmente, predicò secondo il tempo, il luogo e le circostanze, il momento storico, la zona e la mentalità della gente. È in ogni caso un puro rappresentante di Dio.

Discepolo: Riuscì perfino a completare la sua missione di predica in soli tre anni.

Srila Prabhupada: Ebbe pochissimo tempo per predicare, eppure quello che fece in tre anni è meraviglioso.

Discepolo: Sì, è famoso in tutto il mondo da duemila anni.

Srila Prabhupada: Sì. Non è un gioco da ragazzi. Se Cristo non rappresentasse Dio, come potrebbe la sua fama durare tanto a lungo? Siamo sicuri che egli è un rappresentante di Dio. Quando a Melbourne un sacerdote mi chiese, “Che cosa pensa di Gesù?” e gli risposi, “È il nostro guru”, egli mostrò un grande apprezzamento. Cristo predica la coscienza di Dio, è dunque il nostro guru, il nostro maestro spirituale. Questa è la verità, pertanto è così che dovete considerarlo. E in quanto al nome di Cristo – non è forse vero che in origine egli veniva chiamato “Gesù del Cristo”?

Discepolo: Sì.

Srila Prabhupada: Gesù del Padre. Gesù del Cristo. Questo padre, questo Cristo, è Krishna. Christa è solo un altro modo di pronunciare il nome Krishna. Ed è chiaro che dagli insegnamenti di Gesù Cristo possiamo comprendere che egli rappresenta Dio.

Discepolo: Oh, sì. Quando insegnava ai suoi discepoli diretti faceva esempi come, “Gli uccelli non si preoccupano del cibo, eppure Dio fornisce loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Perché dunque vi preoccupate delle vostre necessità? Seguite semplicemente le leggi di Dio e insegnate agli altri a fare lo stesso. Dio sfama gli uccelli, pensate che non sfamerà anche voi?”

Srila Prabhupada: Disse proprio così, vero? È un fatto. Ed è questa la nostra missione: vita semplice, pensiero elevato. Non c’è alcun bisogno di un sistema economico violento e assordante. Dipendete dall’economia naturale creata da Dio - i prodotti della terra e il latte della mucca - e soprattutto usate la vostra preziosa forma umana per diventare coscienti di Dio.

Discepolo: Allora Cristo era un puro devoto di Dio che insegnava i principi della devozione.

Srila Prabhupada: Oh sì. Alcuni dichiarano pubblicamente che Cristo mangiava il pesce e addirittura la carne, ma se anche lo avesse fatto, sarebbe stato solo perché non c’era nient’altro di commestibile, non certo per godere dei sensi mangiando cose abominevoli. In mancanza di altro, che cos’avrebbe dovuto fare? Non è affatto giusto che nella vostra America, così ricca di cereali, noci, latte e formaggio, manteniate i mattatoi per uccidere giornalmente milioni di poveri animali col pretesto delle “proteine” o dicendo “Cristo mangiava queste cose”. È una mascalzonata.

Discepolo: E poiché non era sempre facile avere l’acqua fresca, le persone di allora bevevano un vino poco costoso e a bassissimo contenuto alcolico. In realtà, si trattava di succo d’uva leggermente fermentato. Lo bevevano perché spesso mancava l’acqua fresca.

Srila Prabhupada: Non si giustificavano dicendo, “Ora ci scoliamo una bottiglia dopo l’altra di vino forte, birra e liquore, e c’intossichiamo perché Cristo beveva il succo d’uva.” Chiunque predichi le glorie del Signore è un guru, un maestro spirituale autentico. Come possono oggi le persone prendere Cristo tanto alla leggera? I Veda affermano, tad vijnanartham sa gurum evabhigacchet: “Solo un maestro spirituale autentico può insegnare la Verità Assoluta.” Cristo ha insegnato la Verità Assoluta a tutto il mondo. Come avrebbe potuto farlo se non fosse stato un maestro spirituale autentico?

Discepolo: Sì. Noi davvero apprezziamo Cristo molto più di alcuni suoi cosiddetti seguaci…

Srila Prabhupada: Molto di più. Sì. Oh, sì.

Discepolo: …perché sappiamo che non possiamo ridurlo ad “agnello sacrificale di Dio” e usarlo come scusa per continuare a peccare.

Srila Prabhupada: Sì, dal momento che Cristo è un vero rappresentante di Dio, un maestro spirituale autentico, dobbiamo seguire con serietà le sue istruzioni. I miei discepoli sono dunque i cristiani migliori. Accettiamo Cristo come nostro maestro spirituale, ci conformiamo ai suoi insegnamenti. Se i cristiani vogliono ravvedersi, possiamo aiutarli senz’alcuna difficoltà basandoci sui precetti della Bibbia. La maggior parte dei miei discepoli proviene dalla tradizione cristiana, ciò significa che i cristiani possono correggersi tornando a seguire le leggi di Dio. La Bibbia raccomanda anche il canto dei santi nomi di Dio, la glorificazione del Signore. La nostra era è la più degradata, quindi il modo migliore per ottenere successo e felicità spirituali è vivere la vostra vita nelle glorie del Signore.


martedì 19 giugno 2018

Krishna e Radha




Accadde un giorno che le spose di Shri Krishna, diventarono molto gelose di Radhaji e dissero a Shri Krishna: “Tu non ci ami.”
Per giunta, il saggio Narada aggiunse olio sul fuoco dicendo: “Credo proprio che Lui non si prenda mai cura di voi, gli piace solo Radhaji, non è affatto preoccupato di voi.”
Allora Shri Krishna, diplomatico com’era, disse: “Oh Dio… ho un terribile dolore allo stomaco, come faccio?”
E tutti dissero: “Che fare?”
E Lui: “E’ molto semplice, ecco, se una delle mie mogli potesse darmi la polvere dei suoi piedi, in modo ch’Io possa mangiarla, potrò guarire.”
Tutte temettero per la loro vita, che ci fosse un qualche trucco dietro e non volevano caderci… e così gli dissero, pensate un po’, “Perché non prendi qualche medicina?” qualcuna aggiunse: “Potremmo chiamare il Vaidya (medico Ayurvedico)”
Krishna rispose: “No, so per certo che non posso essere curato da null’altro che dalla polvere di qualcuna delle mie mogli”
Ed allora ciascuna cominciò a guardarsi attorno, tutti si chiedevano: “Che fare? Se non curiamo Shri Krishna… si lamenta molto… che facciamo?”
E Shri Krishna intervenne: “Abbiate pietà di Me, datemi un po’ della polvere dei vostri piedi!…”
Poi disse a Narada: “Va da Radha e dille di mandarmi la polvere dei Suoi Piedi!”
E Narada andò, Shri Radhaji era nello Vrindavan ed il suolo di quella regione è di color giallo zafferano, dunque Narada andò e riferì che Shri Krishna stava molto male e che soffriva di un terribile male allo stomaco, Lei si spaventò e disse: “Ma davvero? Come può essere… non riesco a crederci, e che dice Lui? Che cura può fare?”
E Narada: “Lui dice che se una delle sue mogli gli manda un po’ della polvere dei suoi piedi, lui guarirà, deve prenderla come medicina.”
E Radha; “Bene, prendi la polvere dei Miei Piedi.”
Narada si meravigliò e disse: “Che stai facendo? Lo capisci che se gli dai la polvere dei Tuoi Piedi, tutte le punyas (meriti) andranno perdute? Ci sta giocando qualche scherzo, lo sai, lascia perdere”
E Lei; “Niente affatto, ti prego di prendere la polvere dei Miei Piedi”.
“E che ne sarà delle tue punyas e dei tuoi papas?”
“Conosco una cosa sola, e cioè Lui, ed è Lui che provvede alle mie papas e punyas, non devo pensarci Io”
Narada dunque, prese la polvere dei Suoi Piedi, tutta gialla color zafferano o del polline dei fiori e tornò da Shri Krishna e gliela dette.
Shri Krishna disse: “Lo sapevo che Shri Radha me l’avrebbe mandata, bene, ora la mangerò”
E Narada “Si, mangiala, ma devi rispondere ad una cosa che ha detto Shri Radha, e cioè che Tu hai cura delle sue papas e punyas. Che vuol dire? Come può essere? Che significa mai? Che Tu sai quali sono i suoi meriti e Lei non si preoccupa di nulla, non deve forse preoccuparsi delle papas e punyas?”
“Ora lasciami prendere la mia medicina” rispose Shri Krishna. Prese la medicina e disse: “Adesso è meglio che dorma”
E a quel punto Narada vide il cuore di Shri Krishna aperto, e nel cuore c’era il Loto di un meraviglioso color rosa, su quel Loto riposava Shri Rada che spargeva i Suoi Piedi col polline di quel Loto, ed il giallo dell’argilla del Vrindavan era di quello stesso colore. Ed allora Narada comprese che se Lei toccava quel Loto con i Suoi Piedi, cosa le importava di offrire la polvere di quegli stessi piedi a Shri Krishna? Lei risiedeva nel Suo Cuore e quando i Piedi di Lei sono nel cuore di Lui, quale problema può esserci?
E così tutti compresero che l’amore di Shri Radha era così grande che Lei non si preoccupava del Suo dharma o adharma, ma agiva solo in obbedienza al Suo Signore: ecco perché aveva un posto nel cuore di Shri Krishna.


http://yogafacile.it/radha-la-shakti-di-krishna/

domenica 6 maggio 2018

My Sweet Lord - George Harrison

Hm, my Lord (hare krishna)
My, my, my Lord (hare krishna)
Hm, my sweet Lord (krishna krishna)
Hm, hm (hare hare)
Really want to see you (hare Rama)
Really want to be with you (hare Rama)
Really want to see you, Lord (AhhhAhhhh)
But it takes so long, my Lord (hallelujah)
Hm, my Lord (hallelujah)



Rama Krishna Bhajan



Hare Kṛṣṇa Hare Kṛṣṇa
Kṛṣṇa Kṛṣṇa Hare Hare
Hare Rāma Hare Rāma
Rāma Rāma Hare Hare





giovedì 3 maggio 2018

BHAGAVAD GITA

Per la protezione dei buoni, per la distruzione dei malvagi, per dare
stabile fondamento al regno della giustizia, Io vengo nell’esistere di era
in era.
Colui che conosce nella loro autentica essenza la Mia divina nascita e il
Mio operare, non avrà altra nascita, ma a Me egli verrà, o Arjuna.
BHAGAVAD GITA IV: 8, 9

Colui che Mi vede in tutto e che vede il tutto in Me, più non può perderMi o essere da Me perduto.
Lo yogi che, fermamente stabilito nell'unità, Mi adora con amore - Me che sono presente in tutti gli esseri -, vive e agisce in Me, in qualsiasi modo egli viva e agisca.
Colui che, prendendo il Sé come punto di paragone, vede tutte le cose con equanimità, si tratti del piacere o del dolore, è considerato, o Arjuna, lo yogi supremo.
BHAGAVAD GITA VI: 30-32

La terra, l’acqua, il fuoco, l’aria, l’etere, la mente sensoriale (manas),
la capacità discriminante (buddhi), il senso di sé (ahamkara), tutto
questo costituisce la Mia natura (prakrtih) in otto forme divisa.
Questa è la Mia realtà inferiore relativa a questo mondo. Conosci però
l’altra Mia superiore natura, che consiste nella vita, o eroe dal forte
braccio, da cui il cosmo è sostenuto.
Sappi che queste sono la fonte di tutti gli esseri. Io sono l’origine del
mondo intero e ne sono nel contempo la dissoluzione.
BHAGAVAD GITA VII: 4-6
Superiore a Me non c’è cosa alcuna, o possessore della ricchezza, tutto
questo mondo è intessuto su di Me, come perle in un filo.
Io sono nelle acque il sapore, o figlio di Kunti, nella luna e nel sole Io
sono la luce, sono la sillaba sacra AUM in tutti i Veda, sono il suono
nell’etere e negli uomini la virilità.
BHAGAVAD GITA VII: 7, 8

Io sono il Padre di questo mondo, la Madre, colui che lo sostiene e il suo
supremo signore; sono l’oggetto del conoscere, il mezzo della
purificazione, la sillaba aum, e ugualmente il Rig, Sama e Yajur-Veda.
Io sono la meta, il sostegno, il signore, il testimone, la dimora, il rifugio,
l’amico, io sono il principio dell’essere e della dissoluzione, la base, il
punto di quiete ed il seme che non può perire.
BHAGAVAD GITA IX: 17, 18






lunedì 27 novembre 2017

Krishna

Non cercare riposo su quel piano in cui le cose terrene danno vita a pensieri e desideri, perché se lo fai, verrai trascinato attraverso l'aspra selva della vita, che è estranea a Me. Ogni volta che senti che i tuoi piedi si stanno impigliando nelle ingarbugliate radici della vita, sappi allora che ti sei allontanato dal sentiero al quale Io ti chiamo, perché Io ti ho posto su sentieri larghi e piani che sono cosparsi di fiori.
Ho posto davanti a te una luce che tu puoi seguire e cosí correre senza inciampare.
Bharati p. 212, Tolstoj p. 181


Chi è ugualmente tranquillo davanti ad amici e nemici, (ricevendo) adorazione e insulti, e durante le esperienze di caldo e freddo e di piacere e sofferenza; chi ha rinunciato all'attaccamento, considerando allo stesso modo lode e biasimo; chi è tranquillo e contento con qualunque cosa, non attaccato alla vita di casa, ed ha una natura calma e piena di devozione – questi Mi è caro.
Bhagavadgītā


È uno yogi eccelso chi guarda con mente equanime tutti gli uomini: benefattori, amici, nemici, stranieri, mediatori, esseri odiosi, parenti, peccatori e santi. Bhagavadgītā


O voi che siete in catene e continuamente cercate e agognate la libertà, cercate soltanto l'amore. L'amore è la pace stessa, una pace che dà una soddisfazione completa.
Bharati p. 167, Tolstoj p. 193


La mia mano ha seminato amore in ogni parte, dando a tutti coloro che vogliono ricevere. Doni vengono offerti a tutti i miei figli, ma molte volte, nella loro cecità, essi non riescono a vederli. Come sono pochi quelli che raccolgono i doni che giacciono in abbondanza ai loro piedi; come sono numerosi invece quelli che, con volontaria ostinazione, allontanano gli occhi da questi doni e si lamentano, gemendo, di non avere ciò che Io ho dato loro! Molti di loro ripudiavano spavaldamente non solo i miei doni, ma anche Me: Me, la fonte di ogni bene e l'autore del loro essere.
Bharati p. 161, Tolstoj p. 185


Chi sono Io? Io sono ciò che tu hai cercato fin da quando i tuoi occhi di neonato guardavano con stupore il mondo, il cui orizzonte non fa altro che nascondere ai tuoi occhi questa vita reale. Io sono ciò per cui nel tuo cuore tu hai pregato, ciò che tu hai rivendicato come tuo diritto di nascita, anche se non sapevi che cosa fosse. Io sono ciò che ha dimorato nella tua anima per centinaia e migliaia di anni. Qualche volta Io stavo in te in grande tristezza perché non mi riconoscevi; altre volte alzavo la testa, aprivo gli occhi e protendevo le braccia, chiamandoti talora teneramente e tranquillamente, talora con energia, esortandoti a ribellarti contro le dure, ferree catene della terra che ti tenevano legato alla creta.
Bharati p. 192, Tolstoj p. 190


Possiamo unirci nel glorificare il nome di Dio e se avete pregiudizi verso il nome di Kṛṣṇa, cantate "Cristo" o "Kṛṣta", non c'è differenza.
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada


Tutte le volte che l'ordine (dharma) vacilla, Krishna stesso si manifesta (IV, 7) e rivela, in maniera adeguata al determinato 'momento storico', questa saggezza atemporale (questa è la dottrina dell'avatār).
Mircea Eliade


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