mercoledì 5 dicembre 2018

Le irradiazioni - Amadeus Voldben


“Devi essere più forte dei pensieri
e delle suggestioni degli altri.”
(Paramhansa Yogananda)

Tutto ciò che vive, dall’atomo all’uomo e oltre, possiede in sé una energia intrinseca, una forza naturale di trasformazione e di evoluzione che, nello stesso tempo, agisce irradiando intorno. Inoltre, ogni essere subisce a sua volta le irradiazioni degli altri. È un’azione reciproca che nell’unità della natura, con le forze di attrazione e repulsione, lega in un insieme armonico tutte le forze del cosmo e le manifestazioni vitali dell’uomo, degli animali, delle piante, dei minerali e dei pianeti.

Noi siamo in comunione col tutto: la vita è ciò che si dà e si riceve, in uno scambio che è armonia dell’universo. Sono innumerevoli le influenze che si agitano o si esercitano intorno a noi e in noi stessi. Ognuno irradia la propria carica interiore, fatta del colore dei pensieri di cui ordinariamente si alimenta e dei sentimenti che lo muovono.

Noi siamo bombardati dalle radiazioni che l’umanità emana nei vari campi di attività. Le immagini, le parole sciamano in onde che s’incalzano, onde pensiero di miliardi di uomini che s’incrociano, si inseguono, si espandono dalle antenne radio e televisive, dalle telescriventi e dai nastri magnetici.

Sono influssi diretti e indiretti, provenienti non solo da persone, ma anche dalle cose, vicine e lontane, influssi volontari e involontari, dalle più diverse origini; onde psichiche di altri uomini, viventi e disincarnati, onde pensiero, elettromagnetiche, energie positive e negative che agiscono su tutti i piani.

La vita universale, degli uomini e delle cose, si mantiene per mezzo di queste influenze reciproche nell’equilibrio dei mondi fatto di azioni e reazioni. Si dà e si riceve. Nella natura tutto è vita e ogni cosa è viva; non esistono cose morte. La materia non è quella cosa inerte sulla quale un ottuso materialismo aveva basato le sue assurde teorie.

Le rocce stesse, i minerali, le acque sono viventi. La polvere, il cristallo, il ferro, tutto è vivo. Ogni oggetto, anche apparentemente inerte, racchiude una vita: è un’energia invisibile, impregnata di ultrasuoni, di infrasuoni, di vibrazioni capaci di essere captate da chi ha sensibilità da percepire le sensazioni sottili.

La psicometria lo ha dimostrato con tante esperienze, e ogni oggetto può narrare la sua storia, anche quella più remota al sensitivo col quale si mette in contatto. Non c’è molecola d’aria che non vibri di messaggi. Ne siamo investiti da ogni parte. E noi ci troviamo in mezzo a tutto ciò. I più sensibili ne risentono maggiormente.

Per questo, oggi come non mai, vi sono persone stanche, angosciate, nervose. Logorio? Presentimenti di qualcosa che incombe sull’umanità al limite della resistenza? L’emotivo vive in una sofferenza continua perché vittima di ciò che si agita fuori e nella parte interiore di sé, senza la capacità di domare queste forze, estranee a lui, né di uscire dal loro raggio di azione.

L’uomo, immerso in questo oceano di radiazioni che lo penetrano in ogni atomo fisico e psichico, ne viene influenzato in tutta la sua esistenza. Secondo Ramakrishna ciò che muove gli uomini ad agire ai livelli inferiori è “la femme et l’argent”, il sesso e il denaro. Su questi due perni si svolge in prevalenza ogni attività da parte di chi non ha ancora compreso i valori reali della vita.

In verità, sesso e denaro occupano gran parte delle menti umane. I pensieri irradiati e quelli ricevuti hanno per oggetto questi due meschini obiettivi. È necessario difendersi da tutto ciò per non essere fuorviati e travolti; è necessaria una difesa valida per rimanere se stessi. L’uomo non potrebbe resistere a questo immane bombardamento se non fosse protetto dalla corazza delle sue stesse limitazioni che sono pure, nello stesso tempo, il suo tormento.

Le antenne radiotelevisive, i parafulmini, gli impulsi elettronici non esistono soltanto nel mondo fisico. Non c’è da stupirsi che l’uomo sia stazione trasmittente e ricevente, collegata con tutti i piani della vita, quello fisico, psichico e spirituale, nei quali sono operanti le stesse leggi che agiscono in modo analogo.

L’anima, la psiche, lo spirito operano più e meglio di ogni strumento materiale. L’uomo è la più perfetta macchina che esista, immensamente più efficiente di quelle che lui costruisce, mentre la sua anima ha dimensioni infinite.

Le radiazioni che riceve sono delle più diverse qualità: deve difendersi da quelle che potrebbero nuocergli sia che vengano dalle cose come da quelle che partano dagli altri uomini, mentre, per il suo vero bene è necessario che si affidi in modo da trasmettere sempre radiazioni benefiche, le quali, per legge di natura, torneranno, poi, a lui.

Le relazioni dell’uomo con tutti i piani della vita sono continue. E non potrebbe essere diversamente. Certo, le stazioni trasmittenti sono tante, ma nella maggior parte trovano le stazioni riceventi incapaci di captarne i messaggi. (Amadeus Voldben, Le influenze negative, SugarCo ed.)
 

martedì 27 novembre 2018

Sulle tre forze - Gurdjieff

Quando ti dai un obbiettivo su cui portare l’attenzione.
Solo allora appare chiaro la tua forza e immediatamente incontri anche quella contrapposta alla tua attenzione.
La forza della meccanicità degli automatismi.
Che finisce per deviarti la tua forza iniziale, se la tua volontà non è abbastanza educa ed allenata a lasciare andare ,
Lasciare andare tutto ciò che non ti è utile in relazione a ciò che ti sei detto all’inizio, dove portare attenzione.
In mezzo a questo attrito,
In mezzo a queste due forze A e B.
Puoi cercare C.
Quel luogo dentro di te dove questo attrito può essere visto e neutralizzato.
La pratica di meditazione è un allenamento per incontrare quel luogo, attraverso queste due forze.
La vita ordinaria è un allenamento per incontrare quel luogo quando hai un proposito.
Senza proposito non puoi vedere nulla,
perché queste forze ti saranno nascoste alla percezione interiore, e ciò che esisterà sarà solo meccanicità ed automatismi, la legge del karma, la legge dell’accidente.
M.D

- la forza C dovrebbe essere la forza neutralizzante?

 Si...considera anche che le forze sono intercambiabili, una può divenire l‘altra.

C, sta per cosciente.
C, sta per celeste.
C, sta per riconciliante/neutralizzante.

Ci sono molti attributi e nomi.

C, porrebbe essere il risultato generato dall‘interazione tra le due forze, passiva e attiva.

Osserva nella prima conversazione che fai oggi con la prima persona che incontri.

Chi è la forza attiva e quella passiva?

Chi conduce la conversazione?

Se la conduci tu inizialmente come forza attiva dopo qualche secondo potrebbe cambiare e divenire il contrario.

Osserva, inizialmente cose pratiche, semplici nel quotidiano.

Prova a darti un proposito per i prossimi 5 min su dove porterai la tua attenzione.
Osserva cosa succede dentro di te attentamente. Prendi nota


https://www.facebook.com/groups/340769733326904/permalink/359816944755516/ 

giovedì 15 novembre 2018

Una strada con un Cuore - Carlos Castaneda

DON JUAN: «Para mi solo recorrer los caminos que tienen corazon, cualquier camino que tenga corazon. Por ahi yo recorro, y la unica prueba que vale es atravesar todo su largo. Y por ahi yo recorro mirando, mirando, sin aliento.» TRADUZIONE: «Per me c'è solo il viaggio su strade che hanno un cuore, qualsiasi strada abbia un cuore. Là io viaggio, e l'unica sfida che valga è attraversarla in tutta la sua lunghezza. Là io viaggio guardando, guardando, senza fiato.»

DON JUAN: «Tutto è solo una strada tra tantissime possibili. Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione. Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata. Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada e che non c'è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall'ambizione.»

«Ti avverto. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda. Questa è una domanda posta solo da un uomo molto vecchio. Il mio benefattore me l'ha detta una volta quando ero giovane, e il mio sangue era troppo vigoroso perché la comprendessi. Ora la comprendo. Ti dirò che cosa è: "Questa strada ha un cuore?" Tutte le strade sono uguali; non portano da alcuna parte. Sono strade che passano attraverso la boscaglia o che vanno nella boscaglia. Nella mia vita posso dire di aver percorso strade lunghe, molto lunghe, ma io non sono da nessuna parte. La domanda del mio benefattore ha adesso un significato."Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l'altra no. Una porta un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L'altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte; l'altra ti indebolisce.»

CARLOS CASTANEDA: «Ma come si fa a sapere quando un sentiero non ha un cuore, don Juan?»
DON JUAN: «Prima di inoltrarti in esso poniti la seguente domanda: "Questa strada ha un cuore?" Se la risposta è no, lo saprai, e allora dovrai scegliere un altro sentiero.»
CARLOS CASTANEDA: «Ma come faccio a capirlo?»
DON JUAN: «E' una cosa che si sente. Il problema è che nessuno si pone questa domanda, e quando un uomo si accorge di aver intrapreso una strada senza cuore, essa è pronta per ucciderlo. Arrivati a quel punto, sono pochi quelli che si fermano a riflettere e abbandonano la strada.»
CARLOS CASTANEDA: «Cosa devo fare per formulare la domanda nel modo giusto, don Juan?»
DON JUAN: «Fallo e basta.»
CARLOS CASTANEDA: «Quello che vorrei sapere è se esiste un metodo per non mentire a se stessi credendo che la risposta sia positiva quando in realtà non lo è.»
DON JUAN: «Perché dovresti mentire?»
CARLOS CASTANEDA: «Forse perché in quel momento la strada sembra piacevole e divertente.»
DON JUAN: «Sciocchezze. Una strada senza cuore non è mai piacevole. Devi lavorare duramente anche per intraprenderla. D'altra parte è facile seguire una strada che ha un cuore, perché amarla non ti costa fatica.»

Carlos Castaneda, Gli Insegnamenti di don Juan, pagg. 145 e 211
A Scuola dallo Stregone pagg. 86 e 129