E’ sempre una questione di decisione interiore, di scelta interiore.
Se cominciate a interessarvi ai vostri stati migliori e a studiare che
cosa li rovina, comincerete a lavorare in modo pratico su voi stessi.
Stati migliori appartengono a livelli più elevati di voi stessi. Sono in
voi, come livelli differenti. Potete vivere nel seminterrato o più in
alto. Dovete però rendervene conto da voi e giungere a sapere dove siete
in voi stessi. Chiedetevi: “Dove sono?” Con quali pensieri ed emozioni
state andando, con quali stati d’animo, con quali “Io”? Si deve imparare
non solo con chi vivere in se stessi, ma dove vivere in se stessi.
Ancora una nota. Nell’avere a che fare con uno stato negativo,
osservate l’”Io” in voi e non la persona nei confronti della quale siete
negativi. La causa reale dello stato negativo è l’”Io” che parla in voi
e a voi, e che state ascoltando. Se lasciate continuare a parlare
questo “io” e lo ascoltate, diventerete sempre più negativi. Il suo solo
obiettivo è rendervi negativi e assorbire da voi tutta la forza che
può. Ogni “Io” negativo ha solo uno scopo, avere presa su di Voi e
nutrirsi di voi e rafforzarsi a vostre spese. La causa reale degli stati
negativi è in voi, negli “Io” negativi che vivono solo per persuadervi
con le loro mezze verità e menzogne, per governarvi e rovinarvi la vita.
Tutti gli “Io” negativi vogliono solo distruggervi, rovinarvi la vita.
E’ un ottimo esercizio da praticare.
Maurice Nicoll
lunedì 25 febbraio 2019
martedì 11 dicembre 2018
Gesù Cristo: un puro rappresentante di Dio - Srila Prabhupada
Discepolo: Prabhupada, hai detto, “Predicare il messaggio di Dio è un compito gravoso.”
Srila Prabhupada: Sì, guardate
Gesù Cristo – fu crocifisso. Qual era la sua colpa? Insegnava solo la
coscienza di Dio. Ovviamente non è stato ucciso, nessuno può uccidere un
puro devoto del Signore.
Discepolo: Ma alcuni ingrati ci hanno provato.
Srila Prabhupada: Sì. Una così
grande personalità, il figlio di Dio. Voleva diffondere la coscienza
divina e in cambio fu crocifisso. Per noi Gesù Cristo è tutt’altro che
insignificante, lo onoriamo come un puro rappresentante di Dio.
Naturalmente, predicò secondo il tempo, il luogo e le circostanze, il
momento storico, la zona e la mentalità della gente. È in ogni caso un
puro rappresentante di Dio.
Discepolo: Riuscì perfino a completare la sua missione di predica in soli tre anni.
Srila Prabhupada: Ebbe pochissimo tempo per predicare, eppure quello che fece in tre anni è meraviglioso.
Discepolo: Sì, è famoso in tutto il mondo da duemila anni.
Srila Prabhupada: Sì. Non è un
gioco da ragazzi. Se Cristo non rappresentasse Dio, come potrebbe la sua
fama durare tanto a lungo? Siamo sicuri che egli è un rappresentante di
Dio. Quando a Melbourne un sacerdote mi chiese, “Che cosa pensa di
Gesù?” e gli risposi, “È il nostro guru”, egli mostrò un grande apprezzamento. Cristo predica la coscienza di Dio, è dunque il nostro guru,
il nostro maestro spirituale. Questa è la verità, pertanto è così che
dovete considerarlo. E in quanto al nome di Cristo – non è forse vero
che in origine egli veniva chiamato “Gesù del Cristo”?
Discepolo: Sì.
Srila Prabhupada: Gesù del
Padre. Gesù del Cristo. Questo padre, questo Cristo, è Krishna. Christa è
solo un altro modo di pronunciare il nome Krishna. Ed è chiaro che
dagli insegnamenti di Gesù Cristo possiamo comprendere che egli
rappresenta Dio.
Discepolo: Oh, sì. Quando
insegnava ai suoi discepoli diretti faceva esempi come, “Gli uccelli non
si preoccupano del cibo, eppure Dio fornisce loro tutto ciò di cui
hanno bisogno. Perché dunque vi preoccupate delle vostre necessità?
Seguite semplicemente le leggi di Dio e insegnate agli altri a fare lo
stesso. Dio sfama gli uccelli, pensate che non sfamerà anche voi?”
Srila Prabhupada: Disse proprio
così, vero? È un fatto. Ed è questa la nostra missione: vita semplice,
pensiero elevato. Non c’è alcun bisogno di un sistema economico violento
e assordante. Dipendete dall’economia naturale creata da Dio - i
prodotti della terra e il latte della mucca - e soprattutto usate la
vostra preziosa forma umana per diventare coscienti di Dio.
Discepolo: Allora Cristo era un puro devoto di Dio che insegnava i principi della devozione.
Srila Prabhupada: Oh sì. Alcuni
dichiarano pubblicamente che Cristo mangiava il pesce e addirittura la
carne, ma se anche lo avesse fatto, sarebbe stato solo perché non c’era
nient’altro di commestibile, non certo per godere dei sensi mangiando
cose abominevoli. In mancanza di altro, che cos’avrebbe dovuto fare? Non
è affatto giusto che nella vostra America, così ricca di cereali, noci,
latte e formaggio, manteniate i mattatoi per uccidere giornalmente
milioni di poveri animali col pretesto delle “proteine” o dicendo
“Cristo mangiava queste cose”. È una mascalzonata.
Discepolo: E poiché non era
sempre facile avere l’acqua fresca, le persone di allora bevevano un
vino poco costoso e a bassissimo contenuto alcolico. In realtà, si
trattava di succo d’uva leggermente fermentato. Lo bevevano perché
spesso mancava l’acqua fresca.
Srila Prabhupada: Non si
giustificavano dicendo, “Ora ci scoliamo una bottiglia dopo l’altra di
vino forte, birra e liquore, e c’intossichiamo perché Cristo beveva il
succo d’uva.” Chiunque predichi le glorie del Signore è un guru, un maestro spirituale autentico. Come possono oggi le persone prendere Cristo tanto alla leggera? I Veda affermano, tad vijnanartham sa gurum evabhigacchet: “Solo
un maestro spirituale autentico può insegnare la Verità Assoluta.”
Cristo ha insegnato la Verità Assoluta a tutto il mondo. Come avrebbe
potuto farlo se non fosse stato un maestro spirituale autentico?
Discepolo: Sì. Noi davvero apprezziamo Cristo molto più di alcuni suoi cosiddetti seguaci…
Srila Prabhupada: Molto di più. Sì. Oh, sì.
Discepolo: …perché sappiamo che non possiamo ridurlo ad “agnello sacrificale di Dio” e usarlo come scusa per continuare a peccare.
Srila Prabhupada: Sì, dal
momento che Cristo è un vero rappresentante di Dio, un maestro
spirituale autentico, dobbiamo seguire con serietà le sue istruzioni. I
miei discepoli sono dunque i cristiani migliori. Accettiamo Cristo come
nostro maestro spirituale, ci conformiamo ai suoi insegnamenti. Se i
cristiani vogliono ravvedersi, possiamo aiutarli senz’alcuna difficoltà
basandoci sui precetti della Bibbia. La maggior parte dei miei
discepoli proviene dalla tradizione cristiana, ciò significa che i
cristiani possono correggersi tornando a seguire le leggi di Dio. La Bibbia
raccomanda anche il canto dei santi nomi di Dio, la glorificazione del
Signore. La nostra era è la più degradata, quindi il modo migliore per
ottenere successo e felicità spirituali è vivere la vostra vita nelle
glorie del Signore.
Dio, abbi pietà di me - Jeanne de Salzmann
Ho fiducia in qualcosa che non mi sosterrà mai, e non prego per qualcosa di più alto, qualcosa in me che è più sottile: perciò nulla mi sostiene e sono privato di ciò di cui ho bisogno. Non può essere altrimenti.
Il sentimento passa attraverso fasi che sono legate all’attenzione. Nel diventare attiva, l’attenzione acquista una qualità più sottile e diventa capace di afferrare ciò che accade ad altri livelli, in cui le vibrazioni hanno una diversa lunghezza d’onda. Quando provo il sentimento della mia Presenza, sono collegato a forze superiori. Al tempo stesso, sono collegato con le forze inferiori, sono nel mezzo. Non posso avere un senso di me stesso senza la partecipazione delle forze inferiori che lavorano in me. Un’attenzione cosciente è qualcosa che sta tra i due mondi.
Quel che è difficile comprendere è che senza uno sforzo cosciente nulla è possibile. Lo sforzo cosciente è collegato alla natura superiore. La mia natura inferiore, da sola, non può portarmi alla coscienza. È cieca. Ma quando mi sveglio e sento che appartengo a un mondo superiore, ciò fa parte solo di uno sforzo cosciente. Divento realmente cosciente solo quando mi apro a tutte le mie possibilità, superiori e inferiori.
Solo lo sforzo cosciente ha valore.
[..] Tutto ciò che esiste è costituito da tre forze. Possono essere rappresentate come il Padre, la forza attiva; il Figlio, la forza passiva; e lo Spirito Santo, la forza neutralizzante. Il Padre crea il Figlio, il Figlio ritorna al Padre. La forza che scende è quella che desidera ritornare, risalire.
Nell’uomo sono rappresentate dalla mente in opposizione al corpo. La forza neutralizzante è il desiderio che li unisce, che li connette. Tutto deriva dal desiderio, dalla volontà. Per rappresentare Dio, bisogna rappresentare queste tre forze. Dove si riuniscono le tre forze, lì è Dio. Quando due forze si oppongono e una terza interviene a unirle, lì è Dio. Possiamo dire: “Dio, abbi pietà di me”. Possiamo chiedere aiuto, per raggiungere ciò che è al nostro interno. Questo è l’unico aiuto. Il nostro scopo è questo: contenere, unire queste tre forze al nostro interno... essere.
Jeanne de Salzmann, La Realtà dell'Essere - La Quarta via di Gurdjieff, p 31
Il sentimento passa attraverso fasi che sono legate all’attenzione. Nel diventare attiva, l’attenzione acquista una qualità più sottile e diventa capace di afferrare ciò che accade ad altri livelli, in cui le vibrazioni hanno una diversa lunghezza d’onda. Quando provo il sentimento della mia Presenza, sono collegato a forze superiori. Al tempo stesso, sono collegato con le forze inferiori, sono nel mezzo. Non posso avere un senso di me stesso senza la partecipazione delle forze inferiori che lavorano in me. Un’attenzione cosciente è qualcosa che sta tra i due mondi.
Quel che è difficile comprendere è che senza uno sforzo cosciente nulla è possibile. Lo sforzo cosciente è collegato alla natura superiore. La mia natura inferiore, da sola, non può portarmi alla coscienza. È cieca. Ma quando mi sveglio e sento che appartengo a un mondo superiore, ciò fa parte solo di uno sforzo cosciente. Divento realmente cosciente solo quando mi apro a tutte le mie possibilità, superiori e inferiori.
Solo lo sforzo cosciente ha valore.
[..] Tutto ciò che esiste è costituito da tre forze. Possono essere rappresentate come il Padre, la forza attiva; il Figlio, la forza passiva; e lo Spirito Santo, la forza neutralizzante. Il Padre crea il Figlio, il Figlio ritorna al Padre. La forza che scende è quella che desidera ritornare, risalire.
Nell’uomo sono rappresentate dalla mente in opposizione al corpo. La forza neutralizzante è il desiderio che li unisce, che li connette. Tutto deriva dal desiderio, dalla volontà. Per rappresentare Dio, bisogna rappresentare queste tre forze. Dove si riuniscono le tre forze, lì è Dio. Quando due forze si oppongono e una terza interviene a unirle, lì è Dio. Possiamo dire: “Dio, abbi pietà di me”. Possiamo chiedere aiuto, per raggiungere ciò che è al nostro interno. Questo è l’unico aiuto. Il nostro scopo è questo: contenere, unire queste tre forze al nostro interno... essere.
Jeanne de Salzmann, La Realtà dell'Essere - La Quarta via di Gurdjieff, p 31
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