martedì 18 luglio 2017

Neppure Dio, anche se lo desiderasse, potrebbe aiutarla - Gurdjieff

Simone: Mi accorgo di essere sempre sconfitta dalle mie funzioni. Le mie abitudini formano un automatismo, come un blocco interno su cui non riesco ad avere alcuna presa. Da un lato ho il lavoro su di me, dall’altro la mia vita, in cui non cambia niente.

Gurdjieff: Abbiamo detto spesso che se uno sviluppa un lato, si svilupperà anche l’altro. Bisogna lottare.

Simone: Ma nel modo giusto. Io non sono in grado di avere un conflitto dentro di me.

Gurdjieff: Perché lei non fa. Per prendere per sé ciò che si trova su questo tavolo, deve andare sul tavolo. Altrimenti non sarà mai in grado di andare oltre. Può continuare a vivere così per altri dieci anni, mille anni, non cambierà mai. Neppure Dio, anche se lo desiderasse, potrebbe aiutarla. Non ne avrebbe il diritto. Solo lei può lottare contro la sua pigrizia. Ci sono due tendenze dentro di lei, ma lei dorme. Deve alzarsi e lottare.

Simone: Questa pigrizia che ho è innata o acquisita?

Gurdjieff: Credo che sia una tendenza naturale. Più la sua psiche desidera una certa cosa, più il suo corpo la rifiuta. Forse è stata messa lì direttamente dalla natura, per farla combattere. E una buona cosa. Sono queste le condizioni in cui deve lavorare. Se questa tendenza non esistesse bisognerebbe sostituirla, mettere qualcos’altro dentro di lei. È anche un modo per ricordare. Ogni volta che la sente pensi al suo lavoro. È un bene che lei veda la sua pigrizia, perché molte persone sono pigre, ma non lo vedono.



G.I.Gurdjieff - Incontri con Gurdjieff - 1941-1943, pp 30-31

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