venerdì 31 marzo 2017

Sul significato di laico - Mircea Eliade

Lei ritiene che gli stessi atteggiamenti religiosi sussistano in tutte le culture, comprese quelle moderne, che almeno in apparenza sono laiche? 

Bisogna intendersi sul significato di “laico”. Il laico ritiene che tutto si possa spiegare senza far ricorso al sacro. Vita e morte, a suo avviso, sono frutto di fenomeni chimico-fisici, e se qualcosa sfugge alla nostra comprensione è solo perché ancora non si sono svelati i segreti del mondo naturale, ma prima o poi si riuscirà a penetrarli. In tal modo, il mondo viene desacralizzato, o per meglio dire il sacro viene accantonato, viene nascosto travestito da profano. Il laico ritiene di poter tutto “spiegare”, oggi o in un futuro ancora inimmaginabile. Invece il “primitivo”, legato alla concezione del sacro, almeno all’inizio non “spiega” nulla: si limita a costatare. In un secondo tempo l’uomo pretende di penetrare, con la mente, nella sfera del sacro, la “esplora” convinto dell’identità di una parte di sé con dei e spiriti, e organizza l’aldilà proiettandovi i propri principi sociali, con una gerarchia di dei e spiriti, con figure divine che corrispondono ai suoi re, sacerdoti, strutture familiari e costumanze, oppure a concetti astratti (bellezza, forza eccetera); in una fase ancora successiva, resosi conto dell’enorme divario tra umanità e divinità (legate tuttavia dalla “parentela”, l’una essendo la creazione dell’altra, e la prima possedendo una scintilla divina, l’anima), tenderà eventualmente a creare una teologia (cioè una descrizione di dio), magari in termini astratti, senza attribuire più all’aldilà aspetti umani, ma immaginando remotissimi, imperscrutabili, inavvicinabili dei. Potrà anche accadere che miri a far confluire tutte le divinità in una sola, un dio unico. Sarà allora il monoteismo (dio unico) contrapposto al politeismo (molteplicità di dei). E accaduto in Occidente, non però in India né in Giappone, anche se in tutte le società agricole e industriali esiste per lo meno il concetto di una divinità suprema.

Mircea Eliade


Francesco Saba Sardi, Il grande libro delle religioni, pp 20-21

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