Se non siete capaci di obbedire non potete imparare nulla. L'obbedienza fa parte dell'attenzione.
Dovete essere obbedienti con il vostro maestro. Dall'esercizio di tale
obbedienza trarrete la capacità di capire come sia disonesta la vostra
mente.
Lamentarsi e apparentemente pentirsi della disobbedienza può
anche venir considerato atto meritorio. Lo è soltanto per gli
immeritevoli: per chi non riesce a mirare più in alto.
Se vi è stato dato un orario e arrivate al posto dov'è il vostro maestro in anticipo siete avidi.
Se arrivate in ritardo siete disobbedienti.
Se il maestro prescrive che per un certo tempo non dovete studiare, ed anche se in apparenza vi trascura, vi sarà un motivo.
Questo lo si é fatto spesso quando lo studio diventa vizio per una
persona. Tentate di indurre il maestro ad agire diversamente nel vostri
riguardi costituisce un atto di disobbedienza.
Sholavi racconta:
Incontrai per la prima volta la mia Guida quando avevo sedici anni.
Egli acconsentì a farmi da maestro e mi diede tre lezioni. Non lo vidi
più e nemmeno ebbi sue notizie fino a quando non ebbi quarantun anni.
In quell'occasione le prime parole che mi rivolse furono: "Ora puoi incominciare il tuo lavoro".
OBBEDIENZA di Umm el•Hasan * da la Strada dei sufi
Nessun commento:
Posta un commento